Verstappen, il 2026 non è una nuova rimonta: cosa ha cambiato la Red Bull
Il pilota olandese distingue il momento attuale dal finale del 2025 e attribuisce agli ultimi aggiornamenti il ritorno della squadra ai vertici.
Il ritorno di Max Verstappen nelle posizioni di vertice non nasce soltanto da una diversa regolazione della vettura. Per il quattro volte campione del mondo, il miglioramento visto nelle ultime gare dipende soprattutto dagli sviluppi tecnici che hanno trasformato il comportamento della Red Bull e reso più efficace il lavoro al limite.
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Due stagioni difficili da confrontare
Verstappen ha spiegato che il momento attuale non può essere sovrapposto alla rimonta tentata, senza successo, su Lando Norris nella parte conclusiva del 2025. Dodici mesi fa la squadra aveva individuato nella messa a punto della monoposto la chiave per recuperare competitività; quest’anno, invece, anche le configurazioni più diverse non riuscivano a correggere davvero l’equilibrio della vettura.
“Quella di quest’anno è una storia completamente diversa”, ha chiarito Verstappen nell’intervista concessa a *De Telegraaf* durante il fine settimana di Singapore. Secondo il pilota Red Bull, nel 2025 era stata soprattutto una scoperta tecnica a cambiare il quadro: una soluzione ritenuta a lungo impraticabile si era poi rivelata utilizzabile, offrendo una lezione importante al gruppo di lavoro.
Gli aggiornamenti hanno riacceso la Red Bull
La svolta è arrivata dopo il Gran Premio dell’Azerbaigian, dove la squadra di Milton Keynes ha portato in pista un pacchetto di aggiornamenti sostanzioso. Fino a quel momento la RB22 era rimasta quasi sempre alle spalle dei principali rivali, mentre le novità hanno ampliato la finestra di funzionamento della monoposto e garantito una base più stabile.
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I risultati si sono visti a Sepang, nel Gran Premio del Bahrain in Malesia, con il ritorno alla vittoria, e poi a Singapore, dove Verstappen si è ripetuto appena sette giorni più tardi. Il pilota ha sottolineato che ora riesce a individuare più facilmente il proprio ritmo e ad avvicinarsi al limite, un’opportunità che all’inizio della stagione non gli veniva offerta neppure cambiando assetto.
Critiche dure, ma senza fratture
Il miglioramento della vettura ha modificato anche il significato delle parole pronunciate da Verstappen nei mesi più complicati. L’olandese ha ammesso di essere stato talvolta severo con la squadra, ma ha presentato quelle osservazioni come il risultato di un atteggiamento diretto e orientato alla ricerca della prestazione.
Nel team, ha aggiunto, sanno che le sue critiche non sono attacchi personali. Verstappen si è descritto come un perfezionista: proprio perché adesso intravede margini concreti, vuole continuare a spingere Red Bull verso un livello ancora più alto, puntando a nuove pole position e vittorie nel prosieguo del campionato.
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