Verstappen e il lato oscuro della F1: «Pensavo di smettere
Nel giorno della 250ª gara, il campione olandese ripercorre la crisi vissuta nel 2026 e spiega perché, nonostante tutto, immagina ancora un futuro con Red Bull
Il successo ha ampliato le aspettative attorno a Max Verstappen, ma anche il peso della sua presenza nei fine settimana di gara. Il pilota olandese racconta di vivere ormai in un ambiente sovraffollato, nel quale persino trovare qualche minuto di tranquillità è diventato complicato.
«Negli ultimi tempi il paddock sembra proprio uno zoo», ha detto Verstappen a Erik Van Haren di De Telegraaf. Il quattro volte campione del mondo spiega che spesso non riesce più a conversare serenamente con le persone e che trascorre gran parte delle giornate spostandosi tra la sua stanza e la corsia dei box.
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Troppa pressione fuori dalla pista
Secondo Verstappen, anche gli spazi riservati alle squadre sono pieni di ospiti che gli chiedono attenzione. Riconosce che nella maggior parte dei casi le intenzioni siano positive, ma sottolinea che un pilota deve poter recuperare energie senza essere continuamente avvicinato o sollecitato.
L’olandese considera questa esposizione una conseguenza naturale della notorietà: più aumentano i risultati e i traguardi raggiunti, maggiori diventano le aspettative degli altri. Per lui, tuttavia, la crescita dell’interesse non dovrebbe cancellare la possibilità di avere momenti di pausa durante il fine settimana.
Il 2026 lo aveva portato al limite
La stagione in corso ha rappresentato un passaggio molto più delicato sul piano sportivo. L’introduzione dei nuovi motori ha messo Verstappen in difficoltà al punto da fargli prendere in considerazione l’ipotesi di abbandonare le competizioni. «Sì, avevo veramente toccato il fondo, soprattutto nei primi weekend di questa stagione. Non avevo mai provato una sensazione del genere prima d’ora», ha ammesso.
Le richieste avanzate dai protagonisti della Formula 1 hanno però prodotto alcuni correttivi per gli anni successivi. Il motore a combustione dovrebbe avere un peso leggermente maggiore, una modifica che ha contribuito a rendere più sostenibile la prospettiva del pilota olandese.
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Red Bull resta il punto fermo
A influire sulla sua decisione c’è anche il rapporto con Red Bull. Verstappen apprezza il gruppo di lavoro e il metodo seguito dalla squadra, dove il risultato viene indicato come priorità assoluta senza trascurare il benessere del pilota.
Il contratto rinnovato con la scuderia ha come scadenza ufficiale il 2030, ma Verstappen evita di considerare certa la sua permanenza fino a quella data. «Non si può mai dire con certezza, ma questo è l’obiettivo», ha spiegato, aggiungendo che le prospettive del progetto appaiono incoraggianti.
Il pilota ha inoltre difeso il proprio modo diretto di giudicare le novità della categoria. Le sue critiche, sostiene, non nascono dal desiderio di ottenere approvazione o aumentare i consensi, bensì dalla volontà di segnalare ciò che non funziona e indicare possibili miglioramenti. Con il tempo, a suo avviso, i fatti finiscono per dimostrare se una posizione fosse corretta o meno.
A Singapore arriva un traguardo storico
Il confronto con le trasformazioni della Formula 1 coincide con una ricorrenza importante della sua carriera. A Singapore Verstappen disputa infatti la 250ª gara nel campionato del mondo e raggiunge questo traguardo a 29 anni.
Quello che era stato presentato come un talento precocissimo è diventato un veterano della categoria, con quattro titoli iridati già conquistati. La sua esperienza si riflette anche nei giudizi sulle regole e sulle dinamiche del campionato, pur lasciando ancora aperta la domanda sulla durata del suo percorso oltre i prossimi anni.
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