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Patente, disabili e multe: le regole della strada cambiano così

Il Consiglio dei ministri approva la revisione del Codice: sanzioni ritoccate, nuovi obblighi per alcuni veicoli e più tutele per la mobilità delle persone con disabilità.

Per chi guida, le conseguenze più immediate riguardano gli importi delle multe, i documenti da esibire e i tempi delle notifiche. Il testo approvato dal Consiglio dei ministri introduce anche nuove disposizioni per motociclisti, monopattini, veicoli elettrici impiegati dai rider e conducenti professionali.

La revisione nasce dal lavoro promosso dal ministro Matteo Salvini dopo il confronto con oltre cento operatori e associazioni del settore. L’obiettivo dichiarato è alleggerire alcune sanzioni senza ridurre la severità verso le condotte considerate pericolose.

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Disabilità, una piattaforma per tutti i Comuni

Uno dei capitoli centrali riguarda il Contrassegno unificato disabili europeo (Cude). I Comuni dovranno entrare nella Piattaforma Unica Nazionale Informatica dei Contrassegni Unici, così il permesso potrà essere riconosciuto in modo uniforme sull’intero territorio italiano.

La mancata adesione comporterà un limite preciso: l’amministrazione non potrà usare i sistemi di rilevamento a distanza per contestare violazioni relative agli stalli riservati o alle Zone a traffico limitato. Sono previsti inoltre criteri omogenei per il rilascio dei contrassegni, indicazioni medico-legali comuni e sanzioni più severe contro l’impiego irregolare o fraudolento del documento.

«È una misura necessaria per garantire ai cittadini con disabilità la possibilità di muoversi e viaggiare senza dover richiedere, ogni giorno e in ogni comune, l’autorizzazione per il proprio mezzo di trasporto ad accedere alle zone a traffico limitato», ha spiegato Alessandra Locatelli. Il provvedimento prevede anche interventi per rendere più accessibili le aree destinate alla sosta dei monopattini, con particolare attenzione alle persone con disabilità visiva.


Multe più basse, controlli più rapidi

Gli importi vengono riordinati e arrotondati verso il basso. Le soglie minime più frequenti passano da 26 a 25 euro e da 42 a 40 euro; quelle da 83 e 87 euro vengono entrambe fissate a 80 euro. Il testo sospende inoltre l’adeguamento automatico biennale legato all’inflazione.

Cambiano anche i tempi a disposizione dei Comuni per inviare i verbali rilevati senza fermare il conducente. Quando l’accertamento avviene da remoto, la notifica dovrà partire entro 45 giorni, invece degli attuali 90, rafforzando la possibilità di esercitare tempestivamente il diritto alla difesa.

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Il provvedimento interviene poi sui veicoli privi di copertura assicurativa per la responsabilità civile. Per chi circola senza assicurazione potrà scattare il divieto di marcia a tempo indeterminato. Gli automobilisti stranieri che restano in Italia per oltre 30 giorni dovranno invece rispettare l’obbligo assicurativo previsto dalle norme italiane; sono previste anche misure per recuperare le somme non versate da conducenti stranieri.


Dai rider ai camionisti, le altre novità

Le biciclette elettriche più potenti, diverse dai modelli a pedalata assistita con potenza continua massima di 0,25 kW, dovranno avere casco e targa o contrassegno. La prescrizione riguarda, tra gli altri, i mezzi utilizzati dai rider. Per i monopattini elettrici sarà vietato procedere quando la loro presenza crea ostacolo o rischio per chi cammina.

I motociclisti potranno servirsi della corsia d’emergenza sulle autostrade in presenza di incidenti o forti rallentamenti. Il testo dedica inoltre attenzione alle protezioni stradali pensate per ridurre i rischi in caso di caduta, attraverso un programma per installare barriere specifiche a tutela dei motociclisti.

Non sarà più necessario avere con sé la patente in formato cartaceo né il libretto di circolazione: le forze dell’ordine potranno controllare i dati tramite collegamenti telematici. Per il trasporto professionale, infine, l’età massima viene portata da 68 a 70 anni per le patenti del gruppo 2: C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE. Resta prevista una verifica ogni due anni.


Il Codacons chiede più presenza sul territorio

Il Codacons contesta l’impostazione della riforma e ritiene che la modifica delle cifre delle sanzioni non produca, da sola, maggiore sicurezza. Secondo l’associazione, la riduzione generalizzata delle multe non sarebbe sufficiente a spingere gli automobilisti a rispettare le regole.

La priorità indicata dal Codacons è un rafforzamento dei controlli nelle città e sulle strade. L’organizzazione richiama anche le violazioni già riscontrate per monopattini, casco, trasporto di passeggeri, limiti di velocità e divieti di circolazione, sostenendo che senza verifiche effettive le nuove disposizioni rischiano di restare prive di conseguenze concrete.

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