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Motori 1 min di lettura14 ott

Gasolio a rischio nel Potentino: scatta il sequestro di 6.000 litri

Due controlli hanno portato al blocco di carburante con caratteristiche non conformi e alla segnalazione dei presunti responsabili alla magistratura.

La collaborazione tra Procura della Repubblica, Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli prosegue nel Potentino per fermare la circolazione di carburanti irregolari e contrastare l'eventuale evasione fiscale nel settore energetico. L'attività punta anche a proteggere la concorrenza e gli automobilisti.

Sono in corso analisi tecniche più approfondite per verificare definitivamente le anomalie riscontrate nei campioni. Gli accertamenti dovranno confermare se il prodotto sequestrato rispettasse o meno i requisiti previsti per l'uso nei veicoli.

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Il controllo blocca migliaia di litri

Nel complesso, le operazioni svolte in due impianti della provincia di Potenza hanno portato al sequestro di oltre 6.000 litri di gasolio. Il carburante è stato giudicato, sulla base delle prime verifiche, potenzialmente inadatto all'autotrazione.

Le contestazioni riguardano in particolare il punto di infiammabilità, parametro risultato al di sotto delle soglie fissate dalla normativa. Per i soggetti ritenuti coinvolti è scattata la segnalazione all'autorità giudiziaria.


Un primo impianto sotto esame

In uno dei distributori ispezionati, gli investigatori hanno individuato alcune centinaia di litri di gasolio con caratteristiche qualitative non compatibili, secondo i controlli iniziali, con i limiti richiesti per la vendita come carburante destinato ai mezzi.

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Il riscontro sul punto di infiammabilità ha fatto scattare il provvedimento cautelare sul prodotto. La posizione dei responsabili è stata quindi trasmessa alla magistratura, mentre saranno gli esami successivi a chiarire l'effettiva natura dell'irregolarità.


A Potenza altri 5.200 litri sequestrati

Un'ulteriore ispezione, eseguita nelle settimane precedenti in un distributore di Potenza, ha portato al ritiro di più di 5.200 litri di gasolio. Anche in questo caso i primi risultati hanno evidenziato un punto di infiammabilità inferiore alla soglia stabilita dalla legge.

Il gestore ritenuto responsabile è stato segnalato per l'ipotesi di frode nell'esercizio del commercio. La conferma delle contestazioni dipenderà dagli approfondimenti di laboratorio, ancora in corso.

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