Harley 440 al bivio: la Sprint rassicura, la XCR osa
La futura cruiser di Milwaukee punta sulla tradizione, mentre il progetto di Oberdan Bezzi recupera lo spirito radicale della XLCR del 1977.
La stessa base tecnica può generare due Harley-Davidson molto diverse: da una parte una cruiser bassa e accessibile, dall’altra una café racer dal carattere decisamente più audace. È il confronto tra la Sprint 440 ufficiale e la XCR 440 immaginata da Oberdan Bezzi, entrambe costruite attorno alla monocilindrica sviluppata in India da Hero MotoCorp.
La XCR riscopre una Harley dimenticata
Il progetto di Bezzi guarda alla XLCR del 1977, modello sportivo nato durante l’era AMF su impulso di Willie G. Davidson. Quella moto utilizzava un bicilindrico Sportster da 997 cm³ inserito in una ciclistica ispirata alla XR, con cupolino ridotto, serbatoio allungato e carrozzeria completamente nera.
La risposta del pubblico statunitense fu tiepida: tra il 1977 e il 1979 ne vennero prodotte poco più di 3.100 unità. Oggi, invece, la XLCR è diventata una ricercata moto da collezione e può raggiungere alle aste valori molto superiori al prezzo originario. Bezzi riprende proprio quell’idea rimasta a lungo ai margini e la adatta alla meccanica della X440.
Dopo aver trasformato la stessa base in una versione dall’impostazione da moto fuoristrada ad agosto, il designer torna quindi sul progetto con una lettura più sportiva. La XCR 440 conserverebbe il monocilindrico tra 400 e 500 cm³, una dotazione essenziale, costi di gestione contenuti e un’immagine capace di richiamare la storia del marchio.
La Sprint sceglie la strada sicura
Harley-Davidson, invece, sta lavorando a una motocicletta più vicina all’immaginario tradizionale della Casa. La Sprint 440 dovrebbe arrivare entro la fine del 2026 e potrebbe essere presentata a EICMA. Per ora il suo aspetto è conosciuto soltanto attraverso uno schizzo diffuso dall’azienda: la linea prevista è lunga e ribassata, con manubrio alto, serbatoio a goccia, parafango posteriore corto e sella a gradino molto bassa.
La struttura principale rimarrebbe quella della X440, mentre il telaietto posteriore verrebbe abbassato per rendere più compatta la silhouette. Anche l’avantreno dovrebbe adottare geometrie meno impegnative, così da privilegiare la facilità di guida rispetto alla sportività.
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Il motore non riserverebbe novità: monocilindrico da 440 cm³ raffreddato ad aria e olio, capace di 27 CV a 6.000 giri e 38 Nm a 4.000 giri, abbinato a un cambio a sei rapporti. Il prezzo non è stato comunicato, ma dovrebbe superare quello della X440T.
Un confronto ancora tutto da verificare
La Sprint era stata annunciata nell’agosto 2025 da Jochen Zeitz, allora amministratore delegato di Harley-Davidson. Il progetto ha superato il successivo cambio ai vertici: a maggio Artie Starrs lo ha confermato nel piano “Back to the Bricks”, che prevede anche il ritorno in gamma, entro il 2027, di una Sportster dal prezzo vicino ai 10.000 euro.
La ricetta ufficiale punta dunque su una piccola cruiser capace di offrire il marchio sul serbatoio e una posizione di guida rilassata, senza allontanarsi dall’identità più riconoscibile della Casa di Milwaukee. La XCR 440 seguirebbe invece una direzione meno prevedibile, con un richiamo storico e un’impostazione più europea.
La formula avrebbe già trovato spazio tra le moto di media cilindrata grazie a Royal Enfield, Triumph e a numerosi costruttori cinesi. Inoltre, la stessa XLCR rappresentava una rilettura americana di gusti maturati in Europa: un elemento che renderebbe particolarmente interessante un eventuale arrivo della XCR proprio sul mercato europeo. La Sprint potrebbe incontrare facilmente le aspettative degli appassionati Harley-Davidson; la proposta di Bezzi, pur restando un esercizio di stile destinato a non entrare in produzione, intercetterebbe forse un pubblico in cerca di qualcosa di meno convenzionale.
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