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Motori 4 min di lettura2 ore fa

Verona prende la Sei Giorni numero 100: Italia, doppietta storica

Il successo in Portogallo vale il secondo trionfo consecutivo per le squadre italiane e consacra Andrea Verona nell’Assoluta, al termine di una sfida memorabile

Andrea Verona ha chiuso la 100ª Sei Giorni di Enduro conquistando l’Assoluta e interrompendo il dominio di Josep Garcia. Sulla sabbia di Sines, il pilota italiano ha completato una settimana perfetta per l’Italia, capace di imporsi sia nel Trofeo sia nel Trofeo Junior.

Il risultato porta a due le vittorie consecutive della Nazionale, dopo quella ottenuta a Bergamo. Un’affermazione che assume un valore particolare perché arriva nell’edizione numero 100 della manifestazione e conferma la solidità di un movimento costruito su piloti, squadre, campionati e competenze federali.

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Verona al vertice dopo sei giorni

La sfida per il successo individuale ha avuto due protagonisti assoluti. Verona è partito davanti, Garcia ha recuperato terreno nei quattro giorni successivi, ma il confronto decisivo sulla spiaggia portoghese ha premiato l’italiano. La serie di cinque vittorie consecutive del pilota spagnolo si è così interrotta proprio nell’edizione celebrativa della Sei Giorni.

Il successo di Verona non è arrivato in una stagione completamente lineare e il pilota ha dovuto fare i conti anche con una situazione personale importante. Il suo rendimento, però, ha dato alla squadra un punto di riferimento decisivo. Andrea Rossi, responsabile tecnico della Federazione Motociclistica Italiana, ha sottolineato: «Non potevamo chiedere di più da questa Sei Giorni di Enduro. Conquistare ancora una volta il Trofeo e il Trofeo Junior è stato meraviglioso».


Una squadra oltre il campione

La vittoria italiana non si spiega soltanto con la prestazione del fuoriclasse. Samuele Bernardini, Matteo Cavallo e Morgan Lesiardo, reduci da una stagione non semplice per motivi diversi, hanno ritrovato in Portogallo continuità, concentrazione e spirito collettivo. Il gruppo ha messo da parte le difficoltà individuali per concentrarsi sull’obiettivo comune.

La stessa compattezza ha caratterizzato la formazione Junior, composta da Kevin Cristino, Alberto Elgari e Manuel Verzeroli. I tre italiani hanno concluso rispettivamente al terzo, quarto e quinto posto nell’ultima classifica di giornata sulla spiaggia di Sines, un risultato che fotografa la profondità del lavoro svolto. La Francia di Zachary Pichon, la Spagna di Josep Garcia e la Svezia di Max Ahlin non sono riuscite a contrastare il rendimento complessivo degli azzurri.


Il metodo italiano funziona ancora

Dietro il doppio successo c’è il lavoro di Cristian Rossi e di una struttura federale che negli anni ha consolidato selezione, preparazione e gestione della squadra. Anche Franco Gualdi, presente alla sua 50ª Sei Giorni, rappresenta la continuità di una tradizione che ha accompagnato l’enduro italiano per generazioni.

L’Italia ha conquistato la sua 35ª vittoria, ma il dato più significativo è la capacità di trasformare una lunga esperienza in un sistema competitivo. Nella storia della disciplina si sono alternate fasi dominate da Finlandia, Francia e Paesi dell’Est; oggi il movimento italiano dispone di una base ampia, alimentata da piloti, formazioni e competizioni nazionali.

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Elgari e Morettini, altre conferme

L’effetto della prestazione di Verona si è riflesso anche sui compagni. Alberto Elgari ha chiuso come miglior Junior assoluto, mentre Manolo Morettini ha conquistato il titolo individuale nella categoria delle squadre di club. Prima di lui, lo stesso risultato era stato ottenuto da Pietro Scardina.

La formazione italiana impegnata nella competizione per club avrebbe potuto puntare al successo, ma un guasto alla moto di Scardina ha cambiato completamente lo scenario. Simone Cagnoni e Morettini, che si trovavano nelle posizioni di vertice, sono rimasti fuori dalla lotta e hanno lasciato spazio alle squadre statunitensi Rabacinda, Missouri Mudders e GTBN.


La polvere ha condizionato la gara

Il clima asciutto ha reso la polvere una presenza costante lungo il percorso. In due giornate la visibilità ha imposto modifiche al programma, una conseguenza legata alla partenza ravvicinata di circa 500 concorrenti su un terreno secco.

Le condizioni avrebbero potuto essere diverse soltanto con una Sei Giorni disputata in pieno inverno o in un ambiente molto più umido. L’organizzazione guarda già alla 101ª edizione, in programma a Builth Wells, in Galles, dal 13 al 18 settembre 2027, dove il fondo potrebbe offrire uno scenario opposto rispetto a quello portoghese.


Risultati troppo lenti da consultare

Sul fronte della comunicazione, invece, restano problemi nelle classifiche. Gli aggiornamenti sono arrivati con lentezza e spesso hanno richiesto di ricostruire ogni volta la situazione dalla prima giornata, nonostante i tempi fossero raccolti in tempo reale attraverso i transponder.

Il confronto con il campionato mondiale di enduro e con quello di motocross evidenzia un ritardo evidente nella pubblicazione dei dati. Mentre la gara era già conclusa, il sito ufficiale della Sei Giorni continuava a proporre classifiche non aggiornate, con risultati ancora attribuiti ai canadesi e a un pilota indicato come Medaglia.

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