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Motori 3 min di lettura57 min fa

Velocità, meno punti in città ma in autostrada scatta lo stop

La riforma ancora non è definitiva: cambiano le soglie per la decurtazione dei punti e arrivano divieti di guida diversi tra strade urbane e autostrade.

Per ora gli automobilisti non devono modificare il proprio comportamento: le nuove regole non sono ancora operative. Lo schema di decreto legislativo approvato in via preliminare il 13 ottobre 2026 ridisegna però il sistema legato alla velocità, con effetti differenti a seconda che l’infrazione avvenga in città o in autostrada.

La novità più evidente riguarda il possibile alleggerimento della perdita di punti sulle strade urbane. In autostrada, invece, alcune violazioni farebbero scattare un divieto di guida già a partire da un superamento relativamente contenuto del limite.

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In città la decurtazione sarebbe più lieve

Oggi l’articolo 142 del Codice della strada applica sostanzialmente le stesse conseguenze su ogni tipo di strada. Fino a 10 km/h oltre il limite non vengono sottratti punti; tra oltre 10 e 40 km/h la perdita è di 3 punti; tra oltre 40 e 60 km/h si sale a 6 punti, con sospensione della patente da uno a tre mesi. Oltre 60 km/h sono previsti 10 punti in meno e una sospensione compresa tra sei e dodici mesi.

Il progetto allo studio cambierebbe questa scala nelle aree urbane. Tra oltre 10 e 20 km/h sopra il limite non sarebbe più prevista alcuna decurtazione. Nella fascia oltre 20 e fino a 40 km/h verrebbero tolti 2 punti, mentre tra oltre 40 e 60 km/h la perdita sarebbe di 4 punti, accompagnata da un divieto di guida di 15 giorni. Per gli eccessi superiori a 60 km/h, infine, i punti sottratti scenderebbero a 6 e il divieto durerebbe 30 giorni.

Un esempio chiarisce l’effetto delle nuove soglie. Su una strada con limite di 50 km/h, una rilevazione a 70 km/h, dopo la riduzione di 5 km/h prevista dalla tolleranza, porterebbe a considerare un eccesso di 15 km/h: oggi costerebbe 3 punti, mentre con la riforma non ne verrebbe tolto nessuno. A 80 km/h rilevati, l’infrazione effettiva sarebbe invece di 25 km/h e comporterebbe la perdita di 2 punti.


In autostrada il divieto arriva prima

Per le autostrade il quadro sarebbe meno favorevole. Nella fascia oltre 20 e fino a 40 km/h sopra il limite, la riforma porterebbe la decurtazione a 4 punti e introdurrebbe un divieto di guida di 15 giorni. Attualmente, per la stessa fascia, sono previsti 3 punti in meno senza sospensione.

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Il divieto sostituirebbe la sospensione disposta con le modalità oggi previste e avrebbe una durata già fissata, senza la necessità di un provvedimento del prefetto. Dal punto di vista pratico, tuttavia, il conducente resterebbe comunque impossibilitato a guidare per il periodo indicato.

Oltre 40 e fino a 60 km/h di superamento, il prospetto prevede 6 punti in meno e 30 giorni di divieto. Per un eccesso superiore a 60 km/h, invece, la sanzione sarebbe di 8 punti e 90 giorni senza poter guidare. Fino a 20 km/h oltre il limite resterebbero invariati sia i punti sia l’assenza di un divieto.


Il testo deve ancora cambiare

Lo schema approvato dal Consiglio dei ministri non coincide ancora con una norma applicabile. Prima dell’approvazione definitiva dovrà completare l’iter stabilito dalla legge delega, con i pareri degli organismi competenti e l’esame delle commissioni parlamentari.

Durante questo percorso le soglie e le conseguenze indicate potrebbero essere ritoccate. Fino all’entrata in vigore del provvedimento continuano quindi a valere le disposizioni attuali, comprese le regole raddoppiate per i neopatentati nei primi tre anni e quelle previste in caso di recidiva.

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