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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Vannacci: meno tasse prima delle targhe da 600 euro

A EICMA il generale parla di bollo moto, bilancio pubblico e procedura europea per disavanzo eccessivo.

Roberto Vannacci ha criticato il costo delle targhe personalizzate e chiesto ulteriori riduzioni fiscali per i motociclisti durante EICMA 2026, a Milano. Il generale ha collegato il tema del bollo moto ai vincoli imposti dai conti pubblici.

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Il costo delle targhe personalizzate

Intervistato tra gli stand del salone milanese, Vannacci ha precisato di non avere ancora esaminato ogni dettaglio delle modifiche normative più recenti. Ha però messo in dubbio che la personalizzazione delle targhe sia tra le necessità più urgenti per cittadini e utenti della strada.

A pesare, secondo il generale, è soprattutto il prezzo previsto in Italia: circa 600 euro. In Germania, ha ricordato, lo stesso servizio costerebbe circa 12 euro. «Non sono una priorità», ha detto riferendosi alle targhe, evidenziando la distanza tra i due importi.


Bollo moto e riduzione delle imposte

Il confronto si è poi spostato sul bollo delle motociclette. Alla domanda sulla possibilità di intervenire con maggiore incisività, Vannacci ha ribadito l’orientamento favorevole del proprio schieramento a una diminuzione della pressione fiscale e dei costi sostenuti dai cittadini.

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Per il 2027 il Governo ha previsto un’esenzione, ma la misura non elimina il tributo per tutti i motocicli. L’agevolazione riguarda un solo veicolo per persona e, per le moto, può essere applicata a chi non usufruisce già dell’esenzione prevista per un’automobile.


I vincoli dei conti pubblici

Secondo Vannacci, la permanenza dell’Italia nella procedura europea per disavanzo eccessivo ha ristretto lo spazio disponibile nella legge di Bilancio. Una gestione più prudente delle finanze, a suo giudizio, avrebbe potuto liberare risorse aggiuntive per ridurre imposte e tributi.

La critica ha coinvolto anche il Ministero dell’Economia, accusato dal generale di non aver programmato in modo diverso il percorso di rientro dai vincoli europei. Si tratta di una valutazione politica: la procedura è ancora aperta, ma l’effetto sulle risorse pubbliche dipende da più fattori e non da una sola causa.

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