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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Toyota, il primo impianto estero a emissioni nette zero è in UK

La strategia ambientale di Toyota in Europa guarda al 2030, quando l’obiettivo è raggiungere la neutralità carbonica in tutti gli stabilimenti produttivi del continente.

La strategia ambientale di Toyota in Europa guarda al 2030, quando l’obiettivo è raggiungere la neutralità carbonica in tutti gli stabilimenti produttivi del continente. Yoshihiro Nakata, Presidente e CEO di Toyota Motor Europe, ha spiegato che il percorso riguarda anche le fasi successive all’uscita dell’auto dalla fabbrica: «Stiamo lavorando per decarbonizzare le nostre operazioni produttive, aumentare l’utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili, migliorare l’efficienza energetica ed esplorare nuovi metodi per ridurre l’impatto ambientale durante tutto il ciclo di vita del veicolo».


Il traguardo ambientale passa dal Galles

In questo quadro, il sito di Deeside rappresenta un risultato rilevante per le attività britanniche del gruppo. L’impianto di Toyota Motor Manufacturing UK, dedicato alla produzione di motori, si prepara infatti a diventare il primo stabilimento Toyota a neutralità carbonica situato fuori dal Giappone.

Il risultato è legato soprattutto alla disponibilità di nuove fonti energetiche locali. La fabbrica utilizza già energia elettrica rinnovabile e ha azzerato i conferimenti di rifiuti in discarica, mentre il fabbisogno residuo viene coperto attraverso un sistema collegato direttamente al sito produttivo.


Biometano dai rifiuti locali

Accanto allo stabilimento è entrato in funzione un digestore anaerobico, finanziato con 329 milioni di euro. La struttura tratta ogni anno circa 180.000 tonnellate di rifiuti raccolti nell’area di Deeside e li trasforma in biometano.

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Il combustibile rinnovabile raggiunge la fabbrica attraverso condutture sotterranee e prende il posto del gas naturale. Secondo Toyota, questa sostituzione consente di evitare all’incirca 3.000 tonnellate di emissioni di CO2 all’anno; lo stesso impianto fornisce inoltre elettricità tramite collegamenti interrati, riducendo il ricorso a fonti fossili.

L’avvio del digestore colma così la parte ancora mancante nel percorso di riduzione delle emissioni dello stabilimento gallese. Toyota considera l’intervento un passaggio concreto verso il più ampio programma europeo, che comprende anche maggiore efficienza energetica e una revisione dell’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita dei veicoli.

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