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Motori 3 min di lettura19 min fa

Moto usata, il controllo che può smascherare un furto

Targa e numero di telaio permettono di ricostruire l’identità del mezzo e verificare l’eventuale presenza di una denuncia di furto.

Prima di acquistare una moto usata non basta controllare carrozzeria, motore e stato generale. È altrettanto importante accertare che il mezzo sia regolare sotto il profilo amministrativo e che non nasconda furti denunciati, irregolarità o manomissioni del numero identificativo.

Il controllo parte da due elementi: la targa e il numero di telaio. Quest’ultimo deve essere confrontato con quello riportato sulla carta di circolazione e verificato attraverso l’archivio del Ministero dell’Interno.


Il telaio deve superare due controlli

Il codice punzonato sul telaio si trova su una targhetta fissata alla moto, in una posizione che può cambiare a seconda del modello. Lo stesso dato compare sulla carta di circolazione alla voce “E”: i due numeri devono combaciare perfettamente, senza differenze o caratteri sospetti.

La corrispondenza, da sola, non è però sufficiente. Le cifre devono apparire regolari, uniformi e lisce al tatto; non devono esserci sbavature, sovrapposizioni o segni che facciano pensare a una modifica. Particolare attenzione va riservata ai numeri 6, 8 e 9, più semplici da alterare. Anche davanti a una corrispondenza con i documenti, una punzonatura anomala dovrebbe indurre a rinunciare all’acquisto.


I 17 caratteri raccontano la moto

Il numero di telaio, chiamato anche codice VIN, è una sequenza alfanumerica di 17 caratteri assegnata a ogni veicolo. La sua lettura può fornire informazioni sul costruttore, sul modello, sull’anno di fabbricazione, sull’impianto produttivo e sulla sequenza di produzione.

La stringa è suddivisa in tre parti. Le prime tre posizioni formano il codice WMI e identificano area di produzione e costruttore: per esempio, la lettera “Z” segnala l’Italia, “W” la Germania, “V” la Francia, “S” l’Inghilterra e “1” gli Stati Uniti. I sei caratteri successivi, indicati come VDS, descrivono le principali caratteristiche tecniche del modello e gli eventuali sistemi di sicurezza.

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La parte finale è il codice VIS, destinato a distinguere in modo univoco il singolo esemplare. Può comprendere gli ultimi 6, 7 o 8 caratteri e deve terminare con almeno quattro numeri, che rappresentano la progressione produttiva.


L’archivio ministeriale chiarisce i dubbi

Per capire se sulla moto risulta una denuncia di furto si può utilizzare il servizio telematico del Ministero dell’Interno. È sufficiente inserire la targa e, quando richiesto, il numero di telaio, quindi avviare la ricerca nell’archivio ufficiale.

Se il veicolo è stato segnalato, il sistema mostra le informazioni disponibili, compresa la data della denuncia. Quando non emergono segnalazioni, compare invece un messaggio che comunica l’assenza di dati associati alla targa cercata. L’archivio viene aggiornato ogni 48 ore, quindi il risultato va interpretato tenendo conto di questo intervallo.


Una punzonatura alterata ha conseguenze

La manipolazione della targhetta del costruttore o del numero identificativo del telaio non è una semplice irregolarità formale. L’articolo 74 del Codice della Strada prevede, quando il fatto non costituisce reato, una sanzione amministrativa compresa tra 2.514 e 10.061 euro per chi contraffà, rimuove, sostituisce, modifica, cancella o rende illeggibile uno di questi elementi.

Per questo, in presenza di segni di intervento sulla punzonatura, è prudente non procedere con la compravendita e chiedere ulteriori verifiche alle autorità competenti. Il confronto tra documenti, telaio e archivio ministeriale consente di ridurre il rischio di acquistare una moto rubata o con un’identità alterata.

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