Tmax 2026, il re alza ancora l’asticella: pregi e difetti
La versione Tech Max del maxiscooter Yamaha convince per prestazioni, sicurezza e comfort, ma ingombri e prezzo restano i principali compromessi.
Il Yamaha Tmax Tech Max 2026 conferma il ruolo di riferimento tra i maxiscooter sportivi, categoria nata proprio con lui nel 2001. Oltre 400.000 esemplari venduti nel mondo, l’85% dei quali in Europa, raccontano una storia di successo difficilmente discutibile. L’ultima generazione aggiunge tecnologia e raffinatezza, ma presenta anche un conto impegnativo e una carrozzeria che può mettere in difficoltà chi non è molto alto.
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Più tecnologia senza stravolgere il progetto
Arrivato all’inizio del 2025, il Tmax di nona generazione si riconosce per il frontale più aggressivo e per i nuovi gruppi ottici, con luci di posizione integrate. La novità più importante è però la piattaforma inerziale, che abilita l’ABS attivo anche in curva e migliora la gestione elettronica del mezzo. Il sistema di navigazione gratuito è fornito tramite Garmin Motorize.
La variante Tech Max della prova amplia ulteriormente la dotazione con sella e manopole riscaldabili, parabrezza regolabile elettricamente, regolatore di velocità e ammortizzatore posteriore regolabile. Il quadro strumenti è affidato a uno schermo TFT da 7 pollici, con tre configurazioni grafiche, collegamento allo smartphone attraverso MyRide, indicazione della pressione degli pneumatici e navigazione integrata.
Il motore resta il suo punto forte
Il bicilindrico da 562 cm³ rispetta la normativa Euro 5+ e mantiene i valori già noti: 47,5 CV e 55 Nm. La potenza è quindi compatibile con la patente A2. Sono stati invece aggiornati il sistema di aspirazione e la frizione del cambio automatico, con benefici nella risposta al comando del gas e nella fluidità generale.
Le due modalità del sistema D-Mode modificano il carattere del Tmax: Sport rende l’erogazione più pronta, mentre Touring la rende progressiva e rilassata. Il controllo di trazione interviene soprattutto sui fondi con poca aderenza, mentre la frenata sfrutta tre dischi, due pinze anteriori ad attacco radiale e l’ABS attivo anche in curva. La ciclistica conserva telaio in alluminio, forcella rovesciata e ruote da 15 pollici.
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Agile tra le curve, comodo in viaggio
La posizione di guida ha un’impronta sportiva, con sella ampia, manubrio basso e pedane profonde. Il motore limita però la possibilità di arretrare i piedi e i fianchi larghi della carrozzeria possono rendere meno agevole poggiare a terra, soprattutto per i conducenti di statura contenuta. Il comfort rimane comunque elevato e il parabrezza offre una protezione efficace.
Su strada il Tmax è rapido nei cambi di direzione e preciso nell’impostazione delle curve, nonostante il peso da maxi. La taratura sostenuta delle sospensioni favorisce la stabilità, ma non compromette troppo il comfort sulle strade rovinate: soltanto le buche più profonde si fanno sentire. L’impianto frenante è potente quando serve, ma resta facile da modulare anche durante la percorrenza di una curva o sul bagnato.
In città pesa meno del previsto
Nel traffico gli ingombri non impediscono al Tmax di muoversi con agilità. Il buon bilanciamento aiuta sia nei passaggi tra le auto ferme sia nelle manovre da fermo, mentre la risposta pronta del bicilindrico ai bassi regimi facilita le ripartenze. Anche sul pavé le sospensioni, pur sportive, svolgono bene il loro lavoro.
In autostrada emergono la protezione dello scudo e del parabrezza, l’assenza di vibrazioni e la capacità di mantenere velocità elevate con poco affaticamento. Il vano sottosella, profondo e rivestito in tessuto, dispone di una luce ma ha una forma irregolare: può contenere, con qualche difficoltà, due caschi aperti oppure un casco integrale di piccole dimensioni. Per i viaggi conviene quindi aggiungere un bauletto; i consumi si attestano intorno ai 17 km/l alla velocità prevista dal codice.
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