Tesla Roadster, il test che sfida la gravità: 0-96 in 0,81 secondi
Dopo nove anni di rinvii, la sportiva Tesla torna sotto i riflettori con microrazzi, ventole ad alta spinta e una produzione annunciata per il 2028.
Per anni la Tesla Roadster è rimasta sospesa tra annunci e rinvii. Il 15 ottobre, però, la sportiva è stata mostrata in uno spettacolo che ha incluso salti, rotazioni in aria e una marcia capovolta su una parete verticale. La vettura ha inoltre coperto lo scatto da 0 a 96 km/h in 0,81 secondi, un dato paragonabile allo 0-100 km/h.
La presentazione ha riportato al centro il progetto nato nove anni fa e ha offerto un’anticipazione delle tecnologie che Tesla intende trasferire dall’universo aerospaziale alla strada. La produzione di serie, secondo quanto annunciato, dovrebbe iniziare nel 2028.
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Una sportiva sospesa tra aria e asfalto
Durante la dimostrazione, la Roadster ha affrontato una struttura verticale alta cinquanta metri, è rimasta capovolta e poi si è staccata dal muro per completare una rotazione prima dell’atterraggio. In un’altra prova ha superato con un salto una fila di veicoli Tesla, compresa la motrice Semi, evitando l’impatto all’ultimo istante.
Il comportamento della vettura viene ricondotto alla collaborazione con SpaceX. La sportiva dovrebbe utilizzare piccoli propulsori a gas freddo per correggere l’assetto in volo e ventole collocate nella parte inferiore per generare un carico aerodinamico pari a 2 g. In questo modo, secondo Elon Musk, l’auto potrebbe affrontare le curve con una deportanza mai raggiunta prima.
Sul palco, Musk ha descritto il progetto come il risultato dell’unione tra Tesla e SpaceX, sostenendo che una macchina simile non sarebbe mai stata realizzata nemmeno per un film dedicato a James Bond. Le specifiche definitive di motori e batterie, tuttavia, non sono state comunicate.
Forme da caccia e abitacolo essenziale
Il disegno riprende alcuni tratti del Cybertruck: superfici tese, geometrie triangolari e spigoli marcati. I fari anteriori a scomparsa richiamano la Lamborghini Murciélago, mentre una striscia luminosa continua collega idealmente il frontale e la coda. Le portiere si aprono verso l’alto e la carrozzeria comprende elementi in titanio.
Tra i dettagli più singolari figurano la vernice bianca pensata per resistere ai raggi ultravioletti e alla corrosione, oltre ai vetri color rame, simili alle visiere dei caschi degli astronauti. L’ala posteriore varia posizione mentre l’auto procede e il diffusore integra sia le ventole sia i propulsori ausiliari.
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L’interno segue una concezione ridotta all’essenziale: due sedili avvolgenti, uno schermo centrale rivolto verso chi guida e un volante di tipo yoke con comandi digitali. Sterzo, freni e acceleratore funzionano senza un collegamento meccanico diretto tra i comandi e le ruote. Nella modalità Track Mode, l’aerodinamica dovrebbe aumentare la pressione della vettura sull’asfalto.
Tre versioni e un futuro da definire
L’accelerazione di 0,81 secondi è stata il dato più concreto emerso dalla prova. Musk ha aggiunto che il modello definitivo potrebbe migliorare ancora grazie alla riduzione del peso, scherzando sul fatto che il limite principale fosse evitare danni alla retina del conducente.
La velocità massima non è stata indicata. Il fondatore di Tesla ha comunque sfidato i tecnici a raggiungere Mach 0,5, cioè circa 615 km/h, lasciando aperta la possibilità di un valore superiore. La produzione dovrebbe partire nel 2028, mentre la Roadster è stata presentata come l’ultima Tesla destinata alla guida manuale nel lungo periodo.
La gamma dovrebbe comprendere tre allestimenti. La Performance avrà due posti, aerodinamica attiva e aspirazione sotto il pianale; la Thrust aggiungerà un sistema più potente e propulsori posteriori, con l’obiettivo di restare sotto il secondo nello 0-100, e sarà realizzata in serie limitata. La Rocket, invece, sarà una monoposto derivata dal prototipo volante, con microrazzi e accesso soltanto su invito.
Il programma prevede anche una nuova esibizione al Grand Canyon. Tesla intende tentare il salto che Evel Knievel non riuscì a completare nel 1974 e che Robbie Knievel portò a termine nel 1999. La data dell’impresa non è stata indicata, ma il progetto conferma che la Roadster sarà accompagnata da altri eventi spettacolari oltre alla presentazione.
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