4.000Lettori online ora
Motori 3 min di lettura1 ora fa

Tesla, il nodo FSD: sicurezza ancora senza prova decisiva

La campagna di Tesla per ottenere il via libera europeo alla guida assistita si scontra con dati ritenuti insufficienti e una decisione comunitaria ancora rinviata.

Le dichiarazioni pubbliche di Tesla sulla sicurezza del sistema FSD sembrano andare oltre ciò che le analisi disponibili riescono a dimostrare. È questa la principale contestazione sollevata dai ricercatori, che mettono in dubbio il legame tra i dati diffusi dall’azienda e l’idea che la tecnologia possa ridurre gli incidenti mortali.

Tesla stessa, nelle note dello studio dedicato all’Europa, precisa che il confronto tra guida con FSD e comportamento umano non consente di ricavare un rapporto diretto di causa ed effetto. In altre parole, risultati migliori su alcuni parametri di guida non significano automaticamente un minor numero di sinistri.


I dati non sciolgono i dubbi

Il materiale consegnato ai regolatori comprende un insieme di rilevazioni sulla sicurezza, raccolte anche attraverso i collaudatori professionisti dell’azienda. Il campione relativo ai veicoli che utilizzavano FSD, però, copriva soltanto decine o centinaia di migliaia di chilometri, contro le centinaia di milioni percorsi dalle Tesla guidate manualmente in Europa.

Secondo l’analisi di sette esperti citata da Reuters, una differenza così ampia rende poco solido il calcolo dei tassi di incidente. Inoltre, chi testa professionalmente il sistema conosce meglio le sue modalità di funzionamento e può sapere in anticipo quando intervenire, una condizione diversa da quella degli automobilisti comuni.

La stessa Tesla raccomanda a chi guida di mantenere sempre alta l’attenzione e di essere pronto a riprendere il controllo in caso di malfunzionamento. Gli specialisti della guida autonoma considerano tuttavia proprio questo passaggio complesso e potenzialmente rischioso.


Gli indicatori scelti da Tesla

Per valutare il comportamento dei veicoli, la società ha osservato elementi come il ricorso al clacson, l’uso delle frecce, le accelerazioni e decelerazioni improvvise, le frenate automatiche d’emergenza e le correzioni brusche dello sterzo.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Questi parametri, definiti dall’azienda come indicatori indiretti, vengono registrati dai sistemi di bordo. Mancano però una verifica esterna con revisione indipendente dei dati e una metodologia accettata senza riserve dalla comunità scientifica.

Gli esperti ritengono poco significativo collegare automaticamente il ricorso al clacson o alle frecce al rischio di incidente. Frenate e sterzate improvvise possono offrire informazioni più utili, ma anche per questi segnali non è stata stabilita con chiarezza una relazione affidabile con il numero effettivo dei sinistri.


Il via libera europeo resta lontano

Nel frattempo, la procedura dell’Unione Europea non ha ancora prodotto una data definitiva. Il voto per autorizzare il sistema in tutti i 27 Paesi membri, previsto inizialmente per ottobre 2026, è stato rinviato: potrebbe svolgersi a dicembre 2026, ma al momento non esiste una calendarizzazione certa.

La pressione di Elon Musk passa anche dai social media, dove la burocrazia europea viene indicata come uno degli ostacoli alle innovazioni capaci, secondo la sua posizione, di contribuire a ridurre le vittime della strada. La strategia ha già ottenuto risultati in otto Paesi: l’autorizzazione concessa nei Paesi Bassi ha contribuito ad avviare il percorso verso una decisione comune, mentre Repubblica Ceca, Belgio e Danimarca figurano tra gli altri sette Stati che hanno dato un’autorizzazione nazionale.

Resta però aperto il confronto con gli organismi e gli studiosi della sicurezza stradale, compresi i dubbi richiamati dall’ETSC. Le autorizzazioni ottenute a livello nazionale non hanno quindi chiuso la discussione sull’effettiva capacità del FSD di prevenire gli incidenti.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere