Targhe su misura: 600 euro per le auto
Federcarrozzieri segnala rischi per privacy, furti e rivendita, mentre la disciplina attende ancora i decreti attuativi
La possibile introduzione delle targhe personalizzate divide il settore dell’autoriparazione: Federcarrozzieri prevede più svantaggi che vantaggi per gli automobilisti.
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La proposta annunciata per il 2027
Giorgia Meloni ha inserito la misura nella Manovra 2027 annunciata mercoledì 28 ottobre. Il provvedimento dovrà però essere esaminato dal Parlamento e potrebbe essere modificato prima dell’eventuale approvazione, prevista entro il 31 dicembre 2026.
Anche in caso di via libera, l’applicazione concreta richiederebbe ulteriori disposizioni. I decreti attuativi dovrebbero stabilire procedure, limiti e combinazioni ammesse; senza questi passaggi, la targa personalizzata non potrebbe essere rilasciata. Un’ipotesi di revisione del Codice della Strada collegata alla misura guarda inoltre al 2028.
Prezzi e limiti delle combinazioni
Secondo Davide Galli, alla guida di Federcarrozzieri, il costo rappresenterebbe il principale svantaggio. Oggi una targa ordinaria per un’automobile costa 41,78 euro, mentre per una moto la spesa è di 22,26 euro. Con la versione personalizzata, gli importi salirebbero rispettivamente a 600 euro e 360 euro: gli incrementi indicati sono del 1.336% e del 1.517%.
La libertà di scelta, inoltre, potrebbe essere più ridotta di quanto lasci intendere il termine “personalizzata”. Resterebbero invariati carattere, misura, colore e disposizione degli elementi; non sarebbe consentito utilizzare ogni possibile sequenza di lettere né ricorrere a simboli particolari. Per Galli, quindi, «ci si potrà più o meno sbizzarrire come si ritiene», ma solo entro regole ancora da definire.
Privacy, furti e vendita dell’auto
Una targa riconoscibile potrebbe rendere più semplice associare un veicolo al suo proprietario. Amici, colleghi o conoscenti potrebbero capire dove si trova una persona dopo averne incrociato l’auto. Galli segnala anche la possibilità che una combinazione facilmente identificabile attiri l’attenzione dei ladri o aumenti il rischio di atti vandalici.
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La targa resterebbe collegata alla vettura e non all’intestatario. In caso di vendita, questa caratteristica potrebbe complicare il passaggio a un altro acquirente e incidere sul valore dell’usato. «La placca ad hoc è legata alla vettura e non al proprietario», ha osservato Galli, indicando nella rivendita uno degli effetti economici possibili.
Una facoltà prevista dal 2002
L’articolo 100 del Codice della Strada contempla già, in linea teorica, la richiesta di una specifica combinazione alfanumerica. L’intestatario del documento di circolazione può domandarla rispettando la sequenza stabilita dal regolamento e pagando gli importi fissati dalle norme.
La procedura prevede che l’ufficio competente controlli la disponibilità della combinazione, proceda all’immatricolazione e trasmetta la richiesta all’Istituto Poligrafico dello Stato. La consegna dovrebbe avvenire entro trenta giorni dal rilascio della carta di circolazione, periodo nel quale la circolazione sarebbe comunque consentita secondo le regole previste.
Dal 2002, tuttavia, questa previsione non è diventata operativa: mancano ancora i decreti necessari a stabilire modalità e condizioni del rilascio.
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