Strisce pedonali, la nuova regola sposta il rischio sui pedoni
La modifica al Codice della Strada chiede a chi attraversa di valutare il comportamento dei veicoli e le condizioni del momento, anche di notte fuori dai centri abitati.
Attraversare sulle strisce potrebbe non essere più considerato un gesto sufficiente a tutelare il pedone. La modifica al Codice della Strada introduce infatti nuovi obblighi per chi si muove a piedi, proprio mentre i dati disponibili segnalano un aumento del 10% degli investimenti mortali in Italia nell’anno in corso: le vittime sono oltre 300, secondo il monitoraggio dell’Osservatorio Pedoni Asaps Sapidata.
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La cautela richiesta a chi attraversa
La nuova impostazione impone al pedone di fermarsi prima di entrare sulla carreggiata e di controllare che i conducenti in arrivo lo abbiano notato e siano realmente intenzionati a concedergli il passaggio. Durante l’attraversamento dovrà inoltre evitare spostamenti improvvisi o cambi di traiettoria, salvo che siano indispensabili.
Il testo chiede in generale a chi cammina di adottare comportamenti compatibili con le condizioni concrete della circolazione, così da ridurre l’esposizione al pericolo e prevenire gli incidenti. Tra gli elementi da valutare rientrano i cosiddetti fattori situazionali, una formula che lascia però ampio spazio all’interpretazione su ciò che il pedone avrebbe dovuto prevedere prima di muoversi.
Il nodo della responsabilità
Il punto più controverso riguarda le possibili conseguenze in caso di sinistro. Secondo le osservazioni contenute nel testo di partenza, una regola formulata in questi termini potrebbe rendere più semplice attribuire una parte della colpa al pedone, anche quando l’incidente è provocato da un veicolo che procede troppo velocemente o non presta sufficiente attenzione.
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Il rischio, sempre secondo questa lettura, è che la responsabilità di chi guida venga ridimensionata sul piano giuridico e assicurativo. Resta quindi la domanda su come sarà valutato un eventuale incidente grave, soprattutto se si sostenesse che la persona investita non aveva adeguato il proprio comportamento alla situazione della strada.
Obblighi anche fuori città
La revisione prevede ulteriori prescrizioni per chi cammina di notte sulle strade esterne ai centri abitati, quando manca l’illuminazione pubblica. In questi casi diventerebbero necessari un giubbotto, bretelle retroriflettenti o altri dispositivi capaci di rendere il pedone più visibile.
Rimangono inoltre alcune regole già previste, tra cui il divieto di attraversare in diagonale rotonde, incroci e piazze al di fuori degli attraversamenti dedicati. Il confronto si concentra ora sulla chiarezza delle nuove disposizioni: secondo le critiche riportate, il Codice dovrebbe indicare comportamenti facilmente comprensibili, senza formule generiche che possano produrre letture diverse dopo un incidente.
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