Stellantis pensa alla fuga d’emergenza: la batteria si stacca dall’auto
Un brevetto statunitense descrive un sistema che separa l’accumulatore ad alta tensione dalla vettura per creare pochi metri di distanza in caso di rischio.
Stellantis sta studiando una soluzione pensata per uno degli scenari più delicati delle auto elettriche: isolare rapidamente la batteria ad alta tensione quando un incendio o un incidente possono mettere in pericolo gli occupanti. La domanda di brevetto, depositata negli Stati Uniti, descrive un meccanismo capace di separare fisicamente l’accumulatore dal resto della vettura.
L’idea non serve a proseguire la marcia né a sostituire le normali procedure di soccorso. L’obiettivo è creare una distanza minima tra l’abitacolo e il pacco batterie, riducendo l’esposizione a un componente potenzialmente pericoloso.
Due meccanismi per liberare l’accumulatore
Nei disegni tecnici associati al brevetto compare il profilo di una Dodge. Il sistema potrebbe funzionare attraverso guide mobili, progettate per accompagnare il pacco fuori dalla struttura dell’auto durante la fase di sgancio.
L’altra ipotesi ricorre a dispositivi pirotecnici: elementi di fissaggio concepiti per rompersi in modo controllato e recidere in pochi istanti i supporti della batteria. L’attivazione, secondo il progetto, non sarebbe automatica. Il comando potrebbe essere azionato dal conducente, da un passeggero o da un soccorritore presente sul luogo dell’emergenza.
L’auto avanzerebbe solo di pochi metri
Una volta avviata la procedura, l’accumulatore principale verrebbe isolato immediatamente. La vettura, però, non perderebbe ogni forma di alimentazione: l’elettronica passerebbe alla batteria di servizio da 12 Volt, lasciando al motore energia sufficiente per un breve movimento.
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Il documento non indica una distanza precisa. La potenza disponibile sarebbe comunque limitata e il sistema non è stato pensato per consentire di continuare il viaggio. In base alla capacità di una batteria da 12 Volt, lo spostamento residuo potrebbe ridursi a qualche metro, quanto basta per aumentare la separazione dagli occupanti.
Restano dubbi sul ripristino
La proposta solleva anche questioni pratiche. Il brevetto, infatti, non chiarisce se dopo l’espulsione sia possibile installare un nuovo accumulatore senza ricorrere a interventi lunghi, complessi e costosi sulla vettura.
Oggi un distacco fisico tra automobile e batteria è associato soprattutto al sistema di sostituzione degli accumulatori adottato da Nio. In quel caso il componente scarico viene rimosso per montarne uno carico e ridurre la sosta necessaria alla ricarica. Nel progetto di Stellantis, invece, lo sgancio avrebbe una funzione esclusivamente emergenziale e rappresenterebbe una misura di sicurezza estrema.
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