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V7 Sport, la Guzzi che nasconde una sorpresa elettronica

La Moto Guzzi più completa della gamma unisce stile classico, assistenza alla guida evoluta e oltre 400 chilometri di percorrenza autostradale.

La Moto Guzzi V7 Sport conserva l’aspetto senza tempo della famiglia di Mandello, ma sotto la carrozzeria tradizionale propone una dotazione elettronica rara per una moto di questo genere. Il bicilindrico da 853 cm³ privilegia la spinta ai regimi intermedi, mentre la ciclistica punta più sulla sicurezza e sulla stabilità che sulla rapidità assoluta nei cambi di direzione.


La tecnologia sorprende sulla V7

Il motore a V raffreddato ad aria ha fatto registrare 59,2 CV alla ruota a 6.865 giri e 72,4 Nm di coppia a 4.167 giri. La velocità massima rilevata è di 173,6 km/h, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 5,3 secondi: numeri solidi, anche se lontani dall’impostazione delle moto più aggressive.

Il dato più inatteso riguarda l’elettronica. Una piattaforma inerziale a sei assi coordina l’ABS e il controllo di trazione anche durante la piega, offrendo un livello di assistenza solitamente associato a modelli più moderni e specialistici. Il quadro strumenti digitale, integrato nel classico elemento circolare, può inoltre dialogare con l’app Piaggio MIA per ampliare le informazioni disponibili.


Stabilità prima della rapidità

La posizione di guida è accessibile grazie alla sella posta a 78 centimetri e alla distribuzione equilibrata delle masse. Il manubrio largo aiuta nelle manovre e, nonostante il peso, rende la V7 Sport più gestibile di quanto si potrebbe pensare: la massa dichiarata è di 220 kg, mentre con il pieno si arriva a quasi 230 kg.

In curva la moto richiede una conduzione progressiva. La ruota anteriore da 18 pollici e il passo lungo non favoriscono ingressi fulminei, ma restituiscono una notevole stabilità in percorrenza. La forcella rovesciata da 41 mm, il telaio a doppia culla in acciaio e i due ammortizzatori posteriori regolabili nel precarico costruiscono un comportamento fluido; la sospensione posteriore, tuttavia, risulta rigida.

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Autostrada e città hanno due volti

Nei trasferimenti veloci il regolatore di velocità di serie e la postura rilassata giocano a favore del comfort. La protezione dall’aria è invece limitata e un piccolo parabrezza sarebbe utile. Il peso aiuta a mantenere la traiettoria nei sorpassi, mentre i consumi registrati sono di 20,2 km/l in autostrada a 120 km/h e di 28,2 km/l nel percorso extraurbano.

Il serbatoio da 21 litri permette di superare i 400 chilometri tra due rifornimenti in autostrada e di avvicinarsi ai 600 sulle strade statali. In città il motore riprende senza esitazioni anche con marce alte, ma il cambio, preciso, presenta innesti piuttosto duri e può affaticare la mano sinistra nel traffico.


Freni all’altezza del progetto

L’impianto anteriore Brembo utilizza due dischi da 320 mm con pinze radiali monoblocco. La frenata si è dimostrata efficace e facilmente modulabile, con un intervento dell’ABS e del controllo di trazione ben calibrato anche nell’uso urbano.

La V7 Sport convince quindi per il modo in cui combina carattere meccanico, comfort e protezione elettronica. Non è una moto pensata per aggredire le curve o inseguire prestazioni da primato: il suo punto di forza è una guida rotonda, stabile e rilassata, sostenuta da un motore corposo ai medi regimi.

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