BYD, cavi da 1 MW usati come altalena: il rischio nascosto
Un video girato a Nanning mostra alcuni bambini appesi ai cavi di una stazione BYD: l’azienda annuncia verifiche e controlli più severi sugli impianti.
Le prove previste dagli standard cinesi per le apparecchiature di ricarica considerano soprattutto urti, schiacciamenti e sollecitazioni definite. Non sembrano invece simulare l’azione ripetuta di un pendolo applicata ai sistemi sospesi, proprio il comportamento mostrato in un video girato a Nanning. La scena riaccende così il tema della resistenza meccanica delle stazioni ad altissima potenza.
Una rete in rapida espansione
BYD ha già portato oltre quota 10.000 le stazioni Megawatt Flash presenti in Cina. Il piano dell’azienda prevede di arrivare a 20.000 impianti sul mercato nazionale entro la fine del 2026, mentre il programma internazionale indica 6.000 connettori ad alta potenza entro la conclusione del 2027.
Di questi, 3.000 dovrebbero essere installati nell’Unione Europea e 300 nel Regno Unito. L’espansione procede mentre il costruttore cinese punta a distinguersi nella competizione sulla rapidità di ricarica, rendendo ancora più importante la corretta gestione delle infrastrutture.
Il video che riaccende i dubbi
Le immagini, diffuse sulle reti sociali orientali durante la Festa Nazionale, sono state registrate il 2 ottobre in un’area pubblica e liberamente accessibile per la ricarica. Alcuni bambini afferrano i connettori sospesi e si lasciano dondolare con i piedi sollevati dal terreno, mentre alcuni adulti riprendono la scena.
Il filmato proviene da Nanning, nella regione autonoma di Guangxi Zhuang, e mostra una stazione BYD in funzione. Il servizio clienti della casa automobilistica ha precisato il 4 ottobre che le apparecchiature non devono essere utilizzate come gioco; per questo sono stati inviati tecnici a controllare il sito e sono stati annunciati un controllo più assiduo degli impianti e nuove ispezioni sul posto.
Come funziona il sistema sospeso
Il terminale appartiene alla tecnologia presentata con la Super e-Platform nel marzo 2025. L’architettura opera a 1.000 V e, sui veicoli compatibili, può arrivare a una velocità di ricarica di 10C, con una potenza massima dichiarata di 1.000 kW, pari a 1 MW, a 1.000 V e 1.000 A. Il limite teorico dei componenti raggiunge invece 1.500 kW a 1.500 A.
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Per rendere maneggevole un cavo tanto pesante, BYD lo ha collegato a una guida sopraelevata a forma di T con un sistema di riavvolgimento a molla. La struttura ne sostiene il peso, mantiene il connettore all’incirca all’altezza del torace e impedisce che tocchi superfici umide o sporche.
Il pericolo non è soltanto elettrico
Il rischio di folgorazione viene ridotto dai dispositivi di sicurezza: quando la pistola non è collegata all’automobile, il circuito dovrebbe rimanere privo di tensione. L’erogazione ad alta tensione inizia soltanto dopo l’aggancio fisico al veicolo e il completamento delle verifiche previste dal sistema.
La criticità principale riguarda quindi le sollecitazioni meccaniche. Una pistola di ricarica può pesare tra 3,0 kg e 5,0 kg e, se viene usata per dondolarsi, trasmette alla guida e al riavvolgitore forze molto diverse da quelle generate durante il normale utilizzo da parte di un operatore.
Cosa può accadere al cavo
I cavi raffreddati a liquido non sono semplici conduttori rivestiti: al loro interno ospitano fili di rame flessibili destinati a correnti molto elevate, collegamenti per la comunicazione, canali per il refrigerante e il conduttore di protezione. Piegature frequenti o spinte laterali possono danneggiare questi strati senza lasciare segni evidenti sulla guaina esterna.
Un deterioramento interno potrebbe diventare problematico durante una ricarica successiva, quando il cavo viene sottoposto alle correnti tipiche dei sistemi da megawatt. Inoltre, la massa del connettore può provocare lesioni se sfugge dalle mani e colpisce una persona durante il movimento oscillatorio.
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