Hamilton sul podio, Mercedes nei guai: Ferrari cambia gerarchie a Sepang
La rimonta di Hamilton salva una Ferrari competitiva, mentre il nuovo pacchetto Mercedes mette in luce problemi di equilibrio ed efficienza.
La gara di Sepang ha lasciato due indicazioni nette: Lewis Hamilton, dopo una partenza compromessa dalla scelta delle gomme, è riuscito a riportare la Ferrari sul podio; Mercedes, invece, ha pagato caro un aggiornamento aerodinamico che avrebbe dovuto rafforzarla. In una corsa segnata dalla pioggia e da decisioni difficili, la SF-26 si è confermata molto efficace in curva, mentre la squadra tedesca ha mostrato limiti inattesi.
Hamilton riaccende la Ferrari
Hamilton ha costruito una rimonta di grande spessore, sfruttando una vettura che, sul passo gara, è apparsa la migliore nei tratti guidati. La Ferrari continuava a perdere qualcosa sui rettilinei, ma compensava con un comportamento più efficace nelle curve, anche quando la pista ha iniziato a stabilizzarsi.
Il britannico ha trovato un equilibrio particolarmente adatto al proprio stile: retrotreno ben controllato e avantreno sufficientemente preciso per contenere il sottosterzo. Dopo il traguardo ha lasciato intendere che, con le gomme intermedie al via, avrebbe potuto giocarsi la vittoria con Verstappen. Considerando il pieno di carburante, il degrado da amministrare e le unità motrici inizialmente meno spinte per l'umidità, l'ipotesi di una Ferrari davanti alle Mercedes appare plausibile.
Leclerc ha vissuto invece una domenica molto diversa. Il monegasco aveva già smarrito il corretto intervallo di regolazione durante il sabato e in gara ha faticato soprattutto a gestire il retrotreno, definendo poi “orrendo” il proprio passo nelle comunicazioni radio. Da qui nasce la distanza tra le sue valutazioni e quelle di Hamilton: per Leclerc, il terzo e il quarto posto sarebbero stati comunque il risultato più realistico in una gara regolare.
Mercedes paga l’aggiornamento
Il secondo posto di Kimi Antonelli e il ritiro di George Russell hanno dato una spinta decisiva alla classifica iridata. L'italiano ha però meritato il risultato anche indipendentemente dal problema del compagno: a Sepang ha guidato con rapidità e controllo, ha ripreso la posizione su Russell senza forzature e poi ha imposto un ritmo superiore.
La rottura dell’unità motrice ha invece fermato Russell, già seguito con preoccupazione dalla Mercedes per l’affidabilità del propulsore. La squadra avrebbe voluto sostituirlo a Baku, ma il pilota aveva scelto di proseguire per cercare punti preziosi nella rincorsa ad Antonelli, ottenendo in quell’occasione la vittoria. Il prezzo di quella decisione potrebbe essere un ritiro pesante e, forse, una penalità sulla griglia del prossimo appuntamento di Singapore.
Il problema tecnico non cancella comunque quanto emerso in pista: Antonelli era già apparso più competitivo prima del guasto. La lotta per il titolo, così, sembra ormai indirizzata verso il giovane italiano, mentre Russell dovrà affrontare un distacco sempre più difficile da colmare.
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Il retrotreno non basta
Il nuovo pacchetto aerodinamico Mercedes sembra essere stato progettato per dare maggiore sostegno alla parte posteriore e consentire, nelle prossime gare, un utilizzo più incisivo della potenza. Sul fondo poco aderente di Sepang, però, l'effetto è stato opposto: l'avantreno ha perso efficacia, soprattutto nelle curve lente, e il sottosterzo è diventato uno dei principali limiti della monoposto.
L'incremento del carico ha portato con sé anche una maggiore resistenza all'avanzamento. L'unità motrice non ha assorbito bene questo costo, mostrando difficoltà nell'erogazione elettrica e costringendo gli ingegneri a rivedere le strategie già durante le qualifiche. La Mercedes non ha più potuto contare sulla superiorità mostrata in precedenza sui rettilinei.
La gara malese conferma quanto l'efficienza complessiva conti almeno quanto il carico aerodinamico assoluto. Mercedes dovrà capire se il pacchetto potrà essere valorizzato su asfalti con caratteristiche diverse, ma la reazione di Toto Wolff dopo il traguardo ha mostrato tutta la frustrazione per un aggiornamento rivelatosi molto meno efficace del previsto.
La pioggia premia pochi
La decisione sulle gomme ha spaccato la griglia. Ferrari e McLaren hanno scelto le coperture da asciutto, mentre Piastri ha cambiato idea nel giro di formazione, rientrando ai box per montare le intermedie e partendo così dall’ultima posizione. Anche Hamilton aveva ricevuto indicazioni secondo cui sarebbe bastato resistere per un giro prima che la pista diventasse favorevole alle gomme da asciutto.
L'analisi delle condizioni, tuttavia, si è rivelata troppo ottimistica. L'asfalto vecchio e scarsamente aderente ha reso quasi inguidabili le gomme da asciutto nei primi passaggi, facendo perdere tra 30 e 40 secondi in un solo giro: un ritardo superiore ai circa 26 secondi risparmiati evitando la sosta. Inoltre, l'elevatissima umidità ha rallentato l'asciugatura effettiva del tracciato dopo il primo drenaggio superficiale.
Red Bull e Mercedes hanno invece montato subito le intermedie e hanno guadagnato oltre un minuto sul gruppo con le gomme da asciutto. Le condizioni potevano trarre in inganno, ma la scelta delle due squadre ha evidenziato una lettura più precisa della situazione. Anche Leclerc ha riconosciuto che la Ferrari dovrà lavorare su questo tipo di decisioni, dopo una gara che ha comunque restituito alla squadra il ruolo di principale inseguitrice.
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