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Motori 2 min di lettura1 ora fa

BMW, la svolta estrema: nel 2027 sparirà un manager su cinque

In Cina BMW vuole cambiare passo affidandosi maggiormente alla produzione locale e a collaborazioni con aziende del posto per progettare il software.

In Cina BMW vuole cambiare passo affidandosi maggiormente alla produzione locale e a collaborazioni con aziende del posto per progettare il software. È una risposta alle diverse condizioni dei mercati, che spinge il gruppo a non adottare una strategia unica a livello globale.


Tre mercati, tre direzioni diverse

La casa tedesca prevede per l’Europa il lancio, dal 2028, di un modello elettrico collocato nella fascia d’accesso. L’obiettivo è ampliare il pubblico potenziale e sostenere le vendite in un’area dove la transizione verso l’elettrico procede a ritmi differenti rispetto ad altri mercati.

Negli Stati Uniti, invece, BMW concentrerà gli sforzi sui veicoli di alta gamma con un nuovo SUV di lusso. Il piano comprende quindi due proposte distinte: una vettura elettrica più accessibile per il mercato europeo e un modello prestigioso destinato alla clientela americana.


Margini da ricostruire

La riorganizzazione nasce anche dalla necessità di risollevare la redditività. Nell’ultimo esercizio, il margine operativo della divisione automobilistica si è fermato al 2,3%, appesantito dalla competizione sui prezzi in Cina, dagli investimenti per elettrificare la gamma e dalle tensioni geopolitiche.

Il gruppo punta a riportare questo indicatore tra il 3% e il 5% entro il 2028. All’inizio degli anni Trenta, l’obiettivo indicato sale invece a una forchetta compresa tra l’8% e il 10%, attraverso procedure più snelle, minori costi e una maggiore attenzione ai modelli con profitti più elevati.

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L’intelligenza artificiale al posto della burocrazia

La trasformazione coinvolgerà soprattutto la struttura interna. Entro la metà del 2027 BMW prevede di eliminare un quinto delle divisioni esistenti e di ridimensionare nella stessa misura le posizioni manageriali; in Germania il piano dovrebbe comportare circa 8.000 esuberi complessivi.

Le attività oggi legate a passaggi amministrativi eccessivi saranno sostenute da sistemi di intelligenza artificiale, con l’intento di abbreviare i tempi decisionali. L’amministratore delegato Milan Nedeljković ha definito il riassetto necessario per “affrontare la concorrenza sempre più agguerrita che caratterizzerà il settore nei prossimi anni”, precisando che l’intervento non coincide soltanto con una riduzione dell’organico.


Il piano dopo il tonfo in Borsa

Le linee guida sono state presentate durante la giornata dedicata agli investitori, in una fase delicata per BMW. Una serie di revisioni al ribasso delle previsioni ha spinto il titolo a perdere oltre un terzo del proprio valore, fino a raggiungere la quotazione più bassa da oltre sei anni.

Con il nuovo assetto, il gruppo vuole recuperare la fiducia dei mercati e rendere più rapida la gestione aziendale. Il ridimensionamento dei vertici, l’uso dell’intelligenza artificiale e il rinnovamento della gamma rappresentano i principali strumenti scelti per sostenere il rilancio.

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