SR400 usata, fascino d’altri tempi senza spendere una fortuna
La monocilindrica Yamaha conserva stile e meccanica semplici, ma prima di comprarla bisogna valutare avviamento, freni, cromature e richiami
Il suo aspetto sembra arrivare direttamente dagli anni Settanta, mentre le quotazioni dell’usato restano sorprendentemente accessibili. La Yamaha SR400 è una moto essenziale, leggera e costruita attorno a un monocilindrico raffreddato ad aria: una scelta interessante per chi cerca passeggiate tranquille e un modello dal forte carattere classico.
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Un prezzo ancora alla portata
Gli esemplari più recenti costano mediamente 3.800 euro, mentre per una SR400 del 2013 si possono spendere circa 2.200 euro. Nel mezzo si trovano le versioni del 2014 a 2.600 euro, quelle del 2015 a 3.000 euro e le moto immatricolate nel 2016 a 3.400 euro. Sono valori medi calcolati sugli annunci di privati e concessionari italiani nel primo semestre del 2026.
Il calo di valore è stato contenuto anche perché, quando era nuova, la SR veniva proposta a 5.900 euro. La sua storia affonda le radici nella SR500 del 1978, nata sulla scia della XT500 resa celebre anche dal film Rambo, nel quale Sylvester Stallone utilizza proprio quel modello per sfuggire alla polizia. Dopo una lunga interruzione, la SR è tornata sul mercato europeo nel 2014.
Semplice da guidare, particolare da avviare
Il motore monocilindrico da 399 cm³ eroga 23 CV e 27,4 Nm. È raffreddato ad aria, alimentato con iniezione elettronica e omologato Euro 3 nella prima versione; l’avviamento, però, è affidato esclusivamente alla pedivella collocata sul lato destro. Una caratteristica coerente con il progetto, ma meno immediata rispetto a quella delle moto moderne.
La procedura richiede qualche passaggio preciso. Bisogna azionare la leva finché la finestrella sulla testata diventa argentata, segnale che il pistone si trova nella posizione corretta; poi si utilizza il decompressore e infine si preme sulla pedivella. Una volta avviata, la SR400 è docile e prevedibile: il motore risponde bene ai regimi bassi e il peso contenuto la rende adatta alle uscite rilassate.
Dove mostra i suoi limiti
Il comfort non è il suo punto migliore. La sella tende a essere rigida, mentre le sospensioni assorbono con fatica le strade sconnesse. Oltre i 4.000 giri aumentano sensibilmente le vibrazioni, e nelle manovre strette lo sterzo appare poco leggero, anche per effetto della ruota anteriore a raggi da 18 pollici.
La protezione aerodinamica è praticamente assente e la dotazione di serie è ridotta, aspetti comprensibili su una moto di questo tipo. Più discutibile è l’impianto frenante: dietro c’è un tamburo e davanti la risposta non è particolarmente energica, anche esercitando una forte pressione sulla leva. Le cromature sono ben realizzate, ma vanno curate perché possono deteriorarsi.
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Cosa controllare prima dell’acquisto
Il propulsore raffreddato ad aria è considerato molto affidabile, ma l’età e l’uso precedente impongono un esame accurato. Tra le alette del motore e negli spazi meno esposti delle parti cromate possono comparire ossidazioni o piccoli punti di ruggine.
È preferibile orientarsi verso una moto originale oppure dotata di pochi accessori funzionali. Nel corso degli anni molti preparatori hanno trasformato la SR in modelli sportivi, fuoristrada o da strada sterrata: gli esemplari più elaborati possono essere affascinanti, ma rendono più difficile valutare la qualità dei lavori e la conservazione dei componenti.
Anche un chilometraggio ridotto non esclude problemi. Occorre verificare lo stato degli pneumatici, che dopo lunghi periodi di inattività possono essersi induriti, oltre alla trasmissione finale e a tutte le parti in gomma, comprese manopole e poggiapiedi. Sulle moto prodotte tra il 2013 e il 2016 va inoltre controllata l’eventuale gestione del richiamo legato a una possibile perdita d’olio causata dal serraggio errato di un dado.
Numeri e consumi della SR400
Nei rilevamenti disponibili la Yamaha ha raggiunto una velocità massima di 124,5 km/h e ha coperto i 400 metri con partenza da fermo in 18,6 secondi. Il consumo dichiarato in percorso extraurbano è di 29,7 chilometri con un litro.
Il peso rilevato è di 169,5 chilogrammi. Il quadro strumenti, con elementi analogici e contagiri a lancetta, completa un’impostazione volutamente tradizionale: non è una moto pensata per correre, ma per offrire una guida semplice e un’esperienza d’altri tempi con una spesa d’ingresso relativamente contenuta.
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