Sepang, il dato che sorprende: McLaren vola sul passo e Mercedes soffre
Le prime libere in Malesia offrono segnali contrastanti: Red Bull è subito equilibrata, Ferrari deve trovare il giusto assetto e la gestione gomme divide i top team.
Il segnale più evidente della prima sessione a Sepang arriva dalla gestione degli pneumatici: McLaren ha mantenuto un ritmo molto regolare, limitando il consumo anche su un asfalto abrasivo e con temperature elevate. Mercedes, al contrario, ha mostrato un deterioramento delle gomme particolarmente marcato nelle simulazioni di gara.
Anche Ferrari ha raccolto indicazioni più incoraggianti sul passo prolungato che sul giro singolo. La SF26 non è ancora nella configurazione ideale, ma la tenuta mostrata nelle percorrenze più lunghe suggerisce che i problemi emersi siano legati soprattutto alla regolazione della vettura e non a una debolezza strutturale.
McLaren sorprende nella gestione gomme
Sul giro veloce la squadra britannica è rimasta in secondo piano, senza esprimere un rendimento paragonabile a quello atteso. Il quadro è cambiato osservando le sequenze di giri consecutivi, dove la McLaren ha evidenziato il ritmo più omogeneo dell’intera sessione.
Il consumo contenuto assume un peso particolare a Sepang, dove l’asfalto vecchio e ruvido, unito a temperature dell’aria di 35 gradi e della pista superiori ai 50, mette sotto pressione gli pneumatici. La prestazione della McLaren rappresenta quindi uno degli elementi più interessanti emersi dalle prime libere, anche se le condizioni sono destinate a mutare sensibilmente.
Ferrari cerca ancora il suo equilibrio
La monoposto di Maranello ha mostrato una buona efficacia nelle frenate e nelle curve lente, mentre ha faticato nei curvoni veloci e nei tratti di appoggio prolungato. Proprio queste sezioni sono tra le più impegnative del circuito malese e richiedono un sostegno aerodinamico maggiore nella parte posteriore.
La configurazione iniziale è sembrata relativamente scarica rispetto a quella degli avversari. Ferrari dovrà quindi lavorare sul bilanciamento generale, cercando più carico senza pagare un prezzo eccessivo sui rettilinei del terzo settore; la consistenza nelle simulazioni di gara lascia comunque aperta la possibilità di un miglioramento già dalla seconda sessione.
Red Bull parte davanti, ma con riserve
Red Bull ha fornito la prova più completa sul piano dell’equilibrio. La RB22 è apparsa competitiva sia nella tornata singola sia sulle distanze più lunghe, con un comportamento privo di lacune evidenti nei diversi settori del tracciato.
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Gli aggiornamenti hanno probabilmente aumentato il carico aerodinamico senza compromettere la velocità massima. Restano però da verificare il rendimento nelle curve lente e alcuni valori molto elevati registrati in allungo, che potrebbero aver restituito un’immagine più favorevole del potenziale effettivo.
Mercedes deve risolvere due problemi
La sessione della Mercedes è stata condizionata dai guai alla componente elettrica accusati da Antonelli, che hanno ridotto il programma di lavoro. Russell, invece, ha girato con una gestione prudente della potenza, rendendo difficile valutare il reale livello della vettura.
La W17 ha trasferito bene la spinta a terra quando usciva dalle curve lente, ma ha perso terreno sui rettilinei veloci. Bisognerà capire se il divario dipenda soprattutto dalle impostazioni conservative dell’unità motrice oppure dall’aumento della resistenza aerodinamica prodotto dal nuovo pacchetto.
Il quadro più delicato riguarda comunque il passo gara: il consumo delle gomme è apparso alto, proprio mentre la durata degli pneumatici sarà uno dei fattori decisivi del fine settimana. Le seconde libere serviranno a stabilire quanto questo limite sia legato alla pista ancora sporca e quanto, invece, rifletta un problema più consistente.
Sepang rimanda ogni verdetto
Il tracciato malese è tornato nel calendario con tutte le caratteristiche che lo rendono impegnativo: curvoni veloci, frenate intense, cambi di direzione e lunghi rettilinei. Nella prima ora di attività, tuttavia, il fondo era ancora molto sporco e l’aderenza destinata a crescere rapidamente.
Per questo i tempi della sessione non possono ancora definire i rapporti di forza. L’evoluzione dell’asfalto potrebbe ridurre i crono di diversi secondi e modificare l’efficacia dei vari assetti; le prime libere offrono dunque più spunti tecnici che certezze sul risultato del fine settimana.
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