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Motori 4 min di lettura1 ora fa

Due ruote elettriche, settembre da record: cosa sta cambiando davvero

Le immatricolazioni a batteria accelerano dopo la riapertura degli incentivi, ma il ciclomotore perde spazio mentre scooter e moto guadagnano peso.

Settembre consegna al mercato italiano delle due ruote elettriche il risultato mensile migliore del 2026: 1.208 immatricolazioni, il 48,04% in più rispetto alle 816 dello stesso mese del 2025. La quota sul totale sale così al 3,65%, contro il 2,66% di dodici mesi fa, in un mercato complessivo da 33.061 veicoli.

Il dato più significativo, però, non riguarda soltanto l’aumento dei volumi. La crescita sta modificando anche gli equilibri interni al comparto: scooter e moto a batteria avanzano, mentre il ciclomotore elettrico rimane in difficoltà nel bilancio dei primi nove mesi.


Settembre spinge l’elettrico ai massimi

Dopo il recupero già registrato ad agosto, quando le immatricolazioni erano comunque rimaste sotto quota 600, il mese successivo conferma un’accelerazione più robusta. Da gennaio a settembre sono stati venduti 8.524 veicoli elettrici, con un incremento del 24,66% sullo stesso periodo del 2025.

Sul totale delle due ruote a motore, pari a 324.911 unità, la componente elettrica rappresenta il 2,62%, in aumento rispetto al 2,33% dell’anno precedente. La penetrazione resta quindi contenuta: per ogni veicolo a batteria vengono immatricolate poco meno di quaranta unità con motore termico.

La dinamica dell’anno è divisa in due fasi. Tra gennaio e aprile sono stati registrati 2.291 veicoli elettrici e il saldo progressivo era ancora negativo; da maggio a settembre ne sono arrivati 6.233, pari al 73% dell’intero volume annuo, con aumenti mensili sempre a doppia cifra.


Scooter e moto cambiano il mix

Gli scooter restano la base più solida del settore. A settembre hanno raggiunto 757 unità, il 56,40% in più su base annua, concentrando quasi due terzi delle immatricolazioni elettriche del mese. Nel periodo gennaio-settembre il bilancio è di 5.319 mezzi, con una crescita del 33,58% e una quota del 2,76% sul mercato complessivo degli scooter, contro il 2,38% del 2025.

Anche le moto hanno registrato un rimbalzo deciso dopo la flessione di agosto, l’unico mese negativo dell’anno per questa categoria. Le 168 unità di settembre valgono un aumento del 115,38%; nel cumulato si arriva a 1.126 moto, il 140,60% in più rispetto alle 468 dell’anno scorso.

La percentuale va comunque letta considerando le dimensioni ancora ridotte del segmento. Le moto elettriche costituiscono lo 0,94% delle 120.364 moto immatricolate nei primi nove mesi, contro lo 0,41% del 2025: il peso è quasi raddoppiato, ma rimane minoritario.


Il ciclomotore perde centralità

I ciclomotori elettrici hanno chiuso settembre con 283 immatricolazioni e una crescita dell’11,42%. È il secondo mese consecutivo con un risultato positivo, ma l’incremento è molto più contenuto rispetto al 71% segnato ad agosto.

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Il consuntivo annuale resta in rosso: 2.079 unità e una variazione del -12,94%. Il ciclomotore continua a essere la categoria dove l’elettrico è più presente in rapporto al mercato di riferimento, con una quota del 17,5%, ma un anno fa arrivava al 22,2%.

Nel frattempo, i ciclomotori termici sono cresciuti del 10,55%, mentre quelli elettrici hanno perso terreno. Tra le possibili spiegazioni rientrano la concorrenza degli scooter elettrici equivalenti ai 125, i prezzi aggressivi dei modelli termici di bassa cilindrata e la diffusione di soluzioni alternative per gli spostamenti urbani. I dati sulle immatricolazioni, tuttavia, non consentono di stabilire quale fattore abbia inciso maggiormente.


Incentivi e ripartenza da maggio

L’accelerazione primaverile si è verificata in coincidenza con la riapertura dell’Ecobonus 2026. I 30 milioni di euro destinati ai veicoli elettrici e ibridi della categoria L prevedevano un contributo pari al 30% del prezzo, fino a 3.000 euro, oppure al 40%, fino a 4.000 euro, in caso di rottamazione.

La prima apertura dello sportello, il 18 marzo, ha esaurito le risorse in circa due ore. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha quindi avviato controlli sulle prenotazioni per contrastare eventuali accaparramenti. I fondi sono tornati disponibili dal 6 maggio, proprio nel periodo in cui le immatricolazioni hanno iniziato a crescere con maggiore continuità.

La sovrapposizione temporale suggerisce un possibile legame tra incentivi e ripresa, ma i soli dati di vendita non permettono di quantificare l’effetto del contributo pubblico. Per il quadriennio 2027-2030 sono previsti 90 milioni complessivi, con aliquote più basse: 20% fino a 2.000 euro e 30% fino a 3.000 euro con rottamazione. Al momento dell’analisi mancava ancora il decreto attuativo.


I modelli elettrici più presenti

Le rilevazioni del mese non includono una graduatoria specifica per i modelli elettrici. La classifica dei primi 30 ciclomotori consente però di individuare i principali rappresentanti a batteria della categoria L1e.

In testa figura l’Askoll ES1, con 319 unità complessive e 35 immatricolazioni a settembre. Seguono Fantic Issimo City L1 con 227, Talaria TL5500 con 185, Yamaha Neo’s EV con 169 e NIU N-Serie con 122. Il BMW CE 02 nella versione da 4 kW si ferma a 90 unità.

Il confronto con il modello termico più venduto evidenzia ancora la distanza tra i due mondi: il Piaggio Liberty 50 ha raggiunto da solo 2.856 immatricolazioni, più dell’intero insieme dei ciclomotori elettrici presenti nella graduatoria.

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