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Motori 2 min di lettura2 ott

Aston Martin frena sull’elettrico: il debutto slitta al 2033

La casa britannica prepara nuovi modelli con motori V8 e V12 fino al 2035, mentre rinvia gli investimenti decisivi sulle batterie

La prima Aston Martin alimentata esclusivamente a batteria non arriverà prima del 2033 e potrebbe essere presentata anche più avanti, entro il 2035. Nel frattempo, il marchio britannico continuerà a puntare sui propulsori tradizionali, con l’obiettivo di mantenere in gamma motori V8 e V12 almeno fino al 2035.


Il debutto elettrico resta lontano

Adrian Hallmark, amministratore delegato di Aston Martin, ha spiegato che l’azienda sta rivedendo le proprie tempistiche alla luce dell’andamento della domanda e dell’evoluzione delle regole nei diversi mercati. In passato il costruttore aveva indicato il 2027 come possibile anno d’esordio, mentre Hallmark aveva successivamente spostato l’orizzonte al 2030.

Ora la finestra temporale è stata ulteriormente posticipata. «Non sarà il 2031», ha chiarito il dirigente, indicando nel 2033-2035 il periodo realistico per l’arrivo del primo modello elettrico a batteria. La scelta, ha aggiunto, dipende da scenari industriali e normativi che stanno cambiando più rapidamente del previsto.


V8 e V12 ancora protagonisti

L’attesa per l’elettrica non significa che Aston Martin abbia abbandonato questa tecnologia. Il marchio sta semplicemente concentrando le proprie risorse sui motori a combustione interna, per i quali ha predisposto un piano destinato a garantire la disponibilità di unità V8 e V12 almeno fino al 2035.

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Il costruttore dispone già di un’intesa con Lucid per l’accesso alle tecnologie elettriche e collabora con Mercedes-Benz per propulsori e sistemi elettronici. Secondo Hallmark, il rinvio potrebbe permettere ad Aston Martin di utilizzare soluzioni molto diverse e più evolute rispetto a quelle previste quando l’accordo con Lucid fu definito.


Investimenti rinviati in attesa delle regole

La casa britannica preferisce quindi osservare l’evoluzione del mercato prima di impegnare capitali consistenti. Anche considerando un possibile lancio nel 2033, resterebbero circa tre anni per valutare tecnologie, domanda nei singoli Paesi e requisiti legislativi.

Hallmark ha definito l’attuale attività come una fase di ricerca e analisi, con un esborso ancora contenuto: «Al momento, quindi, l’impegno finanziario è minimo». Gli investimenti più rilevanti verranno avviati soltanto quando il quadro normativo e commerciale sarà sufficientemente chiaro.

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