Hamilton in prima fila a Sepang: perché la Ferrari può sognare
La Red Bull ritrova competitività su una pista completa, mentre il Cavallino sfrutta il suo avantreno e prepara una gara condizionata dal degrado delle gomme
La gestione del degrado termico potrebbe pesare più della velocità sul giro singolo. A Sepang si va verso una gara con diverse soste, nella quale le scelte sulle mescole avranno un ruolo decisivo: la Ferrari ha già usato le medie in Q1 e Leclerc dispone di un solo treno di gomme dure, una scelta che lascia intendere una fiducia particolare nelle morbide. Il Cavallino cerca una vittoria capace di riportare tranquillità nell’ambiente, mentre Verstappen punta a un risultato che rafforzerebbe le ambizioni della Red Bull in vista del 2027.
McLaren, il passo gara lascia speranze
Le McLaren non hanno trovato il rendimento atteso dopo il pacchetto di aggiornamenti introdotto a Baku. Per tutto il fine settimana Norris e Piastri sono rimasti lontani dai riferimenti principali, senza riuscire a incidere nella lotta per le prime posizioni.
Il quadro, però, cambia osservando le simulazioni sulla distanza. La vettura britannica ha mostrato una buona regolarità nel passo gara e potrebbe crescere con il passare dei giri, soprattutto se il degrado delle gomme dovesse diventare il fattore determinante. Escludere i due piloti dalla corsa al successo sarebbe quindi prematuro.
Una griglia piena di interrogativi
La prima fila sarà occupata da Max Verstappen e Lewis Hamilton, una combinazione Red Bull-Ferrari insolita alla vigilia della corsa malese. Alle loro spalle partirà Kimi Antonelli, mentre Charles Leclerc ha chiuso le qualifiche al quarto posto.
La prestazione del Cavallino non è arrivata grazie a un nuovo pacchetto aerodinamico: la SF-26 non riceve aggiornamenti di rilievo da Zandvoort. Mercedes, McLaren e Red Bull hanno invece portato sviluppi consistenti, ma a Sepang la preparazione del fine settimana e la scelta dell’assetto hanno permesso alla Ferrari di colmare il divario visto su altri circuiti.
Verstappen certifica la svolta Red Bull
La pole è andata a Verstappen, autore del miglior tempo in ciascuna fase della qualificazione. Su un asfalto sporco, scivoloso e difficile da interpretare, il quattro volte campione del mondo ha saputo sfruttare ogni variazione di aderenza, confermandosi il riferimento della squadra di Milton Keynes.
Il terzo posto ottenuto da Isack Hadjar, che dovrà comunque scontare una penalizzazione in griglia, aggiunge un ulteriore indizio sulla crescita della RB22. Dopo i risultati costruiti soprattutto sulla velocità sui rettilinei a Monza e Baku, la monoposto ha mostrato una competitività più ampia, già intravista a Madrid.
A Sepang il risultato assume un peso ancora maggiore perché il tracciato alterna curve lente, medie e veloci. La vettura, in passato incline a passare rapidamente dal sovrasterzo al sottosterzo, sembra ora disporre di una finestra di funzionamento più larga. Gli interventi apportati al fondo e alla carrozzeria da Monza in avanti hanno incrementato il carico aerodinamico e migliorato la prevedibilità dell’auto.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
La RB22 ha inoltre superato senza particolari difficoltà cordoli e avvallamenti, elementi che tra Madrid e Baku avevano creato problemi. La pole rappresenta anche il primo risultato di questo tipo per Red Bull Powertrains-Ford, realtà al debutto in Formula 1 come motorista.
Ferrari ritrova il suo terreno
Hamilton ha costruito la prima fila con un giro molto efficace, sfruttando una caratteristica che torna utile proprio sui tracciati dove serve un avantreno preciso. La SF-26 ha evitato i problemi incontrati più volte nell’attivazione delle gomme sul giro secco e, con temperature elevate e asfalto abrasivo, ha tratto vantaggio dalla capacità di limitarne il surriscaldamento.
La vettura resta però meno convincente nella parte posteriore. La coppia del motore elettrico mette sotto pressione l’asse dietro, mentre le gomme anteriori Pirelli hanno dimostrato una maggiore resistenza. Per questo la Ferrari è stata spesso costretta a sacrificare parte della prestazione per rendere più stabile il retrotreno.
Il quadro è differente sui circuiti in cui l’equilibrio non grava soprattutto sulla parte posteriore. Barcellona, Silverstone, Spa e ora Sepang hanno esaltato la precisione dell’avantreno nelle curve rapide, una condizione nella quale Hamilton riesce a rendere al meglio. Leclerc, invece, ha perso aderenza dietro nelle fasi finali della qualificazione, riuscendo comunque a conquistare una posizione di partenza competitiva.
Mercedes paga il compromesso
Gli aggiornamenti portati a Sepang non hanno trasformato il carattere della W17. La Mercedes rimane molto solida al posteriore, ma fatica quando l’assetto richiede una risposta più pronta dell’avantreno. In Azerbaijan questa impostazione aveva favorito la squadra anche nelle ripartenze dalle curve lente; in Malesia, invece, lo spostamento del bilanciamento verso il davanti ha penalizzato la trazione.
Antonelli ha lasciato terreno a Verstappen soprattutto in uscita dalle curve 2 e 9. I problemi di sottosterzo hanno condizionato entrambi i piloti e hanno impedito alla vettura di sfruttare pienamente il materiale nuovo. L’italiano partirà comunque dalla terza casella, dopo aver raggiunto la Q3 con un solo treno di gomme morbide a causa del tempo cancellato in Q2.
Antonelli è riuscito ancora una volta a precedere Russell, il cui stile continua a soffrire nelle frenate combinate richieste da queste monoposto. La Mercedes, quindi, dovrà difendersi in una gara nella quale la maggiore durata degli pneumatici e la sequenza delle soste potrebbero rimescolare i valori emersi in qualifica.
Continua a leggere
Genova, Alfa Romeo sfida il mare: la Giulia da collezione è già esaurita
La casa automobilistica sarà protagonista dall’1 al 6 ottobre con il servizio dedicato al Salone e una selezione di modelli Luna Rossa.
Raymon Ravor, due anime e una scelta decisiva: quale fa per voi
La Pro privilegia agilità e versatilità, mentre la LT Pro punta sulla discesa: stesso cuore Yamaha, ma comportamenti molto diversi sui sentieri.
Wankel, la sfida di Mazda riapre un sogno anche per le moto
Il rotativo potrebbe tornare a trasmettere potenza alle ruote grazie a un progetto ibrido, mentre il mondo delle due ruote osserva con interesse.
Hadjar, la sfida parte dall’ottavo posto: “Punto al podio
La penalità per la sostituzione di una componente dell’unità motrice fa scivolare il pilota Red Bull dalla terza all’ottava casella, ma l’obiettivo resta ambizioso