Raymon Ravor, due anime e una scelta decisiva: quale fa per voi
La Pro privilegia agilità e versatilità, mentre la LT Pro punta sulla discesa: stesso cuore Yamaha, ma comportamenti molto diversi sui sentieri.
La differenza tra le due Raymon Ravor emerge soprattutto quando il sentiero cambia ritmo. La Pro è pensata per chi cerca una e-MTB equilibrata, facile da guidare e adatta a percorsi vari; la LT Pro, invece, dà il meglio quando aumentano velocità, ostacoli e pendenza in discesa.
La scelta riflette anche lo stile di guida. Un biker esperto orientato alla discesa può preferire la versione da 170 millimetri, mentre chi immagina uscite più rilassate, con salita al rifugio e rientro senza fretta, trova nella Pro una compagna più intuitiva.
Due bici, caratteri opposti
La Ravor Pro rappresenta la proposta All-Mountain. Le sospensioni offrono 160 mm di corsa davanti e 150 mm dietro, con forcella RockShox Psylo Gold, ammortizzatore RockShox Deluxe Select+ e freni Magura Louise. Il carro più raccolto, il reach più corto e una posizione meno distesa favoriscono rapidità e controllo nei cambi di traiettoria, soprattutto durante le salite tecniche.
La Ravor LT Pro interpreta invece il mondo Enduro con 170 mm di escursione su entrambe le ruote. La dotazione comprende forcella RockShox ZEB con steli da 38 mm, ammortizzatore RockShox Vivid Air con serbatoio piggyback e freni Magura Gustav. Il telaio più disteso e l’avantreno più sostenuto aumentano la sicurezza sul terreno sconnesso e alle alte velocità, anche se la bici richiede qualche istante in più per cambiare direzione.
Yamaha spinge senza strappi
A unire i due modelli ci sono il telaio in alluminio, la configurazione con ruota anteriore da 29 pollici e posteriore da 27,5, la batteria estraibile da 840 Wh e il motore Yamaha PW-X4. L’unità raggiunge 800 W di picco, sviluppa 85 Nm nell’uso continuo e arriva a 100 Nm con la modalità Boost, attivabile per circa 10 secondi.
Secondo la valutazione raccolta durante la prova, il dato sulla coppia non descrive da solo il comportamento del motore. Il PW-X4 lavora in modo silenzioso e progressivo, reagisce rapidamente sui passaggi tecnici e limita lo slittamento della ruota grazie alla gestione elettronica della trazione. In condizioni favorevoli, la stima di autonomia arriva fino a 1.800 metri di dislivello, variabile in base al peso del ciclista e al percorso.
Dotazione e prezzi a confronto
Entrambe le Ravor utilizzano la trasmissione elettronica SRAM GX Eagle Transmission T-Type, alimentata direttamente dall’impianto della bicicletta e non da una batteria separata. Il sistema conserva comunque una riserva energetica dedicata, consentendo cambi marcia rapidi e discreti anche quando si pedala sotto sforzo. Le bici condividono inoltre coperture Schwalbe Radial e freni Magura con leve reversibili, una soluzione utile anche per chi vuole replicare la disposizione dei comandi della moto.
La batteria è accreditata dal costruttore di oltre 500 cicli di durata. Yamaha indica inoltre uno 0,25% di interventi in garanzia sul sistema di propulsione. Tra i dettagli pratici c’è lo sportellino in gomma sul tubo obliquo, pensato per non vibrare sui fondi sconnessi e per agevolare la ricarica domestica.
La nuova applicazione Yamaha aggiunge cinque programmi: Performance, Sport, Urban, Comfort e Custom. Quest’ultimo permette di affinare la risposta del motore per ciascun livello; dal telefono si possono anche installare gli aggiornamenti del firmware e collegare direttamente Strava.
La Ravor Pro viene proposta a circa 5.300 euro, mentre la LT Pro si colloca intorno ai 5.800 euro. Il posizionamento resta impegnativo, ma la dotazione di motore, batteria e cambio elettronico è competitiva nella fascia tra 5.000 e 6.000 euro. La valutazione emersa durante la prova è che, cinque o sei anni fa, un allestimento simile sarebbe costato circa il 30% in più; scendendo verso 3.000-4.000 euro, invece, i compromessi riguardano soprattutto sospensioni, trasmissione e impianto frenante.
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