Sepang, il blackout delle power unit: il codice che ha fermato la gara
Un temporale e una sequenza di rallentamenti hanno fatto emergere un difetto nel controllo delle unità motrici, costringendo la FIA a intervenire prima del via
“Non siamo riusciti a testare il software in maniera estensiva come avremmo voluto, perché quest’anno abbiamo girato davvero poco sul bagnato e c’è stata una combinazione di circostanze che hanno fatto scattare questo bug”. Nikolas Tombazis, responsabile del reparto monoposto della FIA, ha ricondotto così l’origine del problema verificatosi a Sepang. Durante il giro di formazione alcune vetture hanno proceduto a velocità ridottissima, innescando una reazione a catena che ha portato diverse unità motrici quasi a spegnersi.
Il dirigente della Federazione ha spiegato che il difetto impediva ai motori di tornare a erogare potenza dopo il rallentamento. L’aggiornamento del codice è stato preparato in appena 20 minuti, mentre le squadre attendevano di poter prendere il via: “Potrebbero essere sembrati cinque ore per gli spettatori, il che è comprensibile e ne siamo dispiaciuti. Tuttavia, considerato il problema, penso sia stata una reazione veloce”.
Un effetto domino nato dalla pioggia
Il temporale arrivato prima della partenza ha imposto per la prima volta dall’introduzione degli attuali regolamenti la procedura prevista per l’asfalto a bassa aderenza. In quel contesto, la potenza massima del motore elettrico viene ridotta da 300 a 250 kW, con ulteriori restrizioni nei tratti più lenti del circuito.
Il nodo è emerso nei pressi della curva 9, un tornantino collocato al termine del secondo settore. Max Verstappen, che guidava il gruppo dopo aver conquistato la pole position al sabato, è sceso sotto i 50 chilometri orari durante il giro di formazione. Il calo di regime del motore termico ha rallentato anche il turbocompressore, facendo diminuire la pressione necessaria al suo funzionamento.
In condizioni normali, la componente elettrica avrebbe dovuto aiutare il propulsore termico a recuperare giri e consentire al turbo di tornare in pressione. Le limitazioni attive sul bagnato, invece, hanno ridotto questo sostegno: la vettura ha perso ulteriore spinta e il sistema è entrato in una progressiva spirale di calo prestazionale.
Il software ha bloccato la ripartenza
Le ricostruzioni tecniche sull’esatto comportamento della centralina non sono del tutto coincidenti. Una delle ipotesi indica l’attivazione della modalità denominata “Continuous Offset”, che inibisce per 60 secondi il motore elettrico quando la sua disattivazione avviene bruscamente; un’altra parla dell’ingresso in una procedura di protezione automatica.
La prima funzione era stata prevista per ragioni di sicurezza e per impedire che lo spegnimento improvviso della parte elettrica venisse utilizzato come espediente prestazionale. In qualunque modo si sia attivato il sistema, il risultato è stato lo stesso: l’acceleratore non produceva l’effetto atteso e le monoposto faticavano a riprendere velocità.
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I dati della vettura di Verstappen mostrano pressioni ripetute sul pedale, senza che la velocità superasse i 40 chilometri orari. La sua unità motrice Red Bull è poi tornata autonomamente alla normalità, ma il ritardo accumulato ha obbligato anche le vetture seguenti a procedere piano.
Ferrari, Mercedes e Audi coinvolte
La stessa dinamica ha interessato monoposto equipaggiate con sistemi Ferrari, Red Bull, Mercedes e Audi. L’assenza di un legame evidente con il singolo progetto ha rafforzato l’ipotesi di un malfunzionamento comune nel software realizzato dalla FIA insieme ai costruttori.
Tra i piloti Ferrari, Charles Leclerc è riuscito a superare la fase critica senza fermarsi. Lewis Hamilton, invece, ha dovuto arrestare la vettura e riavviare l’unità motrice per ottenere il ripristino completo del sistema.
La correzione prima del via
Di fronte al ripetersi dell’anomalia, la Federazione ha rinviato la partenza di 20 minuti. I tecnici hanno modificato il programma di gestione e distribuito alle squadre una versione aggiornata da installare sulle monoposto.
Nel comunicato della FIA si fa riferimento alla rimozione dei limiti sull’energia utilizzabile nei settori interessati. Secondo le ricostruzioni circolate tra gli addetti ai lavori, l’intervento avrebbe soprattutto ammorbidito i vincoli sulla potenza elettrica, così da permettere ai motori termici di mantenere un regime sufficiente durante i rallentamenti.
L’episodio ha mostrato una situazione mai verificatasi con questi regolamenti: una combinazione di pioggia, velocità molto basse e restrizioni sulla componente elettrica ha fatto emergere un difetto che i test precedenti non avevano individuato. La modifica al software ha permesso infine di procedere con la partenza del Gran Premio del Bahrain disputato in Malesia.
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