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Motori 3 min di lettura1 ora fa

Roma, i diesel Euro 4 restano in strada: cosa cambia dal 1° novembre

La Regione Lazio mantiene le regole attuali nella Fascia Verde, mentre resta aperto il confronto sulla qualità dell’aria e sulle future restrizioni.

La Regione Lazio rivendica una linea basata su interventi mirati e dati ambientali, non su divieti automatici. Secondo l’assessore all’Ambiente Elena Palazzo, l’obiettivo è evitare penalizzazioni non necessarie per cittadini e imprese, soprattutto in una fase in cui cambiare automobile è diventato più costoso.

Palazzo ha ricordato che nel 2025 il Lazio ha consentito ai Comuni di sostituire i blocchi con misure differenti, a condizione che risultassero altrettanto efficaci e fossero sostenute da evidenze scientifiche. “I risultati dimostrano che la qualità dell’aria si migliora con programmazione e interventi concreti, senza imporre sacrifici inutili a cittadini e imprese”, ha affermato.

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Nella Pianura Padana la partita resta aperta

Il problema delle emissioni non riguarda soltanto Roma. In Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna è stata autorizzata la circolazione dei veicoli diesel Euro 5, mentre per la Lombardia il Consiglio dei ministri ha approvato il 24 settembre un provvedimento che ha rinviato il blocco previsto dal 1° ottobre 2026.

La conformazione geografica della Pianura Padana favorisce l’accumulo degli agenti inquinanti e rende necessario un coordinamento tra territori. Le regole, però, non sono uguali in tutte le Regioni e la sequenza di rinvii non cancella il contenzioso europeo: sull’Italia restano infatti procedure d’infrazione per il mancato rispetto dei limiti sulla qualità dell’aria, con il rischio di sanzioni economiche.


I dati ambientali frenano la stretta

Nel Lazio, l’aggiornamento di agosto 2026 ha indicato una diminuzione del 2% delle concentrazioni medie di PM10 e biossido di azoto rispetto all’anno precedente. Per la Regione, questi numeri non renderebbero indispensabile estendere il divieto anche ai diesel Euro 4.

A questa valutazione si aggiungono le risorse già destinate alla riduzione delle emissioni. Dieci milioni di euro sono stati impiegati per favorire il ricambio dei veicoli commerciali più inquinanti, mentre altri incentivi hanno sostenuto la sostituzione degli impianti di riscaldamento nella Valle del Sacco.

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Fascia Verde, le regole rimangono invariate

La Fascia Verde interessa il 16% del territorio comunale di Roma e circa il 66% dell’area compresa nel Grande Raccordo Anulare. Qui l’ordinanza in vigore limita, dal lunedì al sabato per l’intera giornata, la circolazione dei veicoli più vecchi, con esclusione dei festivi.

Lo stop riguarda le automobili a benzina e a gasolio precedenti alla classe Euro 1, oltre a quelle Euro 1 ed Euro 2. Sono inclusi anche i diesel fino a Euro 3; per ciclomotori e motocicli il divieto interessa i modelli a benzina precedenti alla classe Euro 1 e Euro 1, nonché quelli a gasolio fino a Euro 2.


La proroga attende l’ultimo passaggio

L’ordinanza comunale scade il 31 ottobre 2026. La Giunta della Regione Lazio ha tuttavia approvato una delibera che conferma le limitazioni attuali, evitando per ora l’estensione del blocco ai diesel Euro 4 anche dopo il 1° novembre.

Per rendere operativa la prosecuzione delle regole servirà l’ordinanza del sindaco Roberto Gualtieri. Il rinvio offre così altro tempo ai proprietari delle vetture interessate, molti dei quali avrebbero difficoltà a sostenere l’acquisto di un mezzo meno inquinante. La decisione si inserisce in una serie di proroghe che, a Roma, si susseguono ormai da diversi anni.

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