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Motori 3 min di lettura1 ora fa

Robotaxi Tesla, il buio svela il limite: nel mirino ci sono i gatti

Ad Austin le corse autonome si fermano ancora prima di mezzanotte: Musk chiama in causa gli animali scuri, ma la scelta delle sole telecamere riapre il dibattito sulla sicurezza.

La rinuncia a Lidar e radar potrebbe rappresentare un ostacolo concreto per l’espansione dei robotaxi Tesla. La sola percezione ottica, infatti, deve garantire decisioni affidabili anche quando la strada è quasi completamente priva di luce, uno scenario che mette in evidenza i limiti della tecnologia adottata dall’azienda.

Il problema non riguarda soltanto gli animali di piccola taglia. Un pneumatico abbandonato sulla carreggiata o una persona vestita di nero possono risultare più difficili da distinguere dall’ambiente circostante durante la notte. Per un veicolo senza conducente, il margine di sicurezza non può dipendere dal fatto che l’ostacolo sia semplicemente più grande di un gattino.


La visione artificiale fatica al buio

Le telecamere utilizzate dalle vetture Tesla sono sensori passivi: per riconoscere ciò che si trova davanti all’auto dipendono dalla luce disponibile e dalla differenza cromatica tra l’oggetto e il fondo stradale. Un felino grigio sull’asfalto grigio, immerso nell’oscurità, diventa così un bersaglio caratterizzato da contrasto minimo e illuminazione insufficiente.

Waymo e Cruise hanno affrontato questo tipo di situazione affiancando alle telecamere strumenti attivi. Il Lidar invia impulsi laser, calcola la distanza dagli ostacoli e ne ricostruisce il profilo tridimensionale; il radar, invece, sfrutta onde radio e può stimare anche la velocità degli oggetti. Quest’ultimo è meno preciso con elementi molto piccoli, ma mantiene una certa efficacia tra nebbia, polvere e riflessi che possono disturbare le immagini.


Musk difende la scelta tecnica

Elon Musk ha più volte liquidato il Lidar come una “stampella” non necessaria, sostenendo che telecamere e reti neurali possano riprodurre capacità simili alla vista umana. La limitazione imposta agli spostamenti notturni dei Robotaxi riporta però al centro proprio la questione che sensori aggiuntivi avrebbero potuto attenuare.

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Intervenendo su X sull’estensione dell’orario, il CEO di Tesla ha indicato negli animali domestici uno dei principali rischi per la guida autonoma dopo il tramonto: “Cerchiamo letteralmente di evitare gattini grigi sull’asfalto grigio al buio”. La spiegazione non ha convinto del tutto gli osservatori più critici, che vi leggono soprattutto una conferma della vulnerabilità dell’architettura basata soltanto sulle telecamere.


Austin resta lontana dal servizio continuo

Ad Austin il servizio, inizialmente disponibile dalle 6:00 fino a mezzanotte al momento del lancio nel giugno 2025, oggi termina alle 23:00. L’aggiornamento ha spostato in avanti di un’ora la chiusura precedente delle 22:00, ma non modifica davvero il problema della visibilità: nella città texana il buio arriva molto prima di quell’orario.

A distanza di quindici mesi dal debutto, la flotta è ancora contenuta e l’incremento dei veicoli è rimasto limitato, anche dopo l’arrivo dei Cybercab lo scorso mese. Nel frattempo, i proprietari di Tesla che impiegano il sistema Full Self-Driving continuano a viaggiare nelle ore notturne con la stessa dotazione hardware, assumendosi però il compito di sorvegliare la guida.

Il quadro mette quindi a confronto le ambizioni commerciali dei robotaxi con vincoli operativi ancora evidenti. Mentre alcuni concorrenti puntano su una combinazione di sensori per mantenere l’attività durante l’intera giornata, Tesla deve dimostrare che la sola visione ottica possa raggiungere un livello di affidabilità sufficiente anche nell’oscurità più intensa.

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