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Motori 3 min di lettura2 ore fa

Roadster volante, cosa non torna: il mistero sotto la carrozzeria

L’esibizione del 15 ottobre ha mostrato una Tesla capace di brevi balzi, ma peso, autonomia, sicurezza e omologazione alimentano interrogativi ancora senza risposta.

Il punto più controverso della nuova Tesla Roadster non è soltanto la capacità di sollevarsi da terra, ma la configurazione del veicolo usato per farlo. Le immagini dell’esibizione non permettono infatti di capire quanto quella vettura possa essere vicina al modello destinato ai clienti.

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Il volo dura pochi secondi

Durante l’evento del 15 ottobre, una Roadster è stata spinta lungo una rampa, si è capovolta e ha poi effettuato un breve salto, controllando la discesa con propulsori a gas freddo. Poco dopo, un secondo esemplare ha superato sei veicoli Tesla, compresa la motrice del Semi Truck, in una scena costruita per ricordare le acrobazie di Evel Knievel.

Tesla sostiene che la variante denominata “Rocket” disponga di 600 litri di aria compressa, dieci ugelli orientabili e un ampio apparato di aspirazione collocato nella parte inferiore. Per ricavare spazio, secondo l’azienda, sarebbe stato eliminato il sedile del passeggero. Alcuni osservatori, però, ipotizzano che la vettura dimostrativa possa essere stata alleggerita molto di più, fino a rinunciare a una batteria di dimensioni normali.

Yann LeCun, tra i principali studiosi di intelligenza artificiale, ha ridimensionato la portata della prova in un messaggio pubblicato su un social network: «Anche supponendo che il 50% della massa dell’auto sia costituito da aria compressa, si ottengono meno di 10 secondi di spinta utile. Probabilmente, nella realtà, più vicino a 5 secondi». Secondo LeCun, il mezzo sarebbe quindi «un guscio vuoto e leggero contenente grandi serbatoi di aria compressa».


Le immagini lasciano dubbi

A rafforzare le perplessità sono arrivate alcune immagini del sottoscocca, apparso privo dell’imponente ventola descritta da Tesla. Da qui è nata l’ipotesi che i due veicoli impiegati nelle prove non avessero la stessa dotazione tecnica: uno sarebbe stato utilizzato per la rampa e l’atterraggio, l’altro per il salto sopra le auto.

Senza un accumulatore completo, la Roadster non potrebbe funzionare come automobile stradale, anche qualora ricevesse il permesso di circolare. Tesla, inoltre, non ha consentito a giornalisti e pubblico di ispezionare l’interno o la parte inferiore dei prototipi. Per questo non è possibile verificare se la dimostrazione abbia impiegato una configurazione vicina a quella commerciale oppure un modello realizzato esclusivamente per l’evento.

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Non sarebbe la prima volta che una presentazione dell’azienda solleva interrogativi sulla distanza tra la scena mostrata e la tecnologia effettivamente disponibile. Nel 2016 un filmato dedicato alla guida autonoma mostrava un’auto Tesla muoversi nel traffico e arrestarsi ai semafori; in seguito, alcuni ingegneri ammisero che la sequenza era stata preparata con interventi specifici.


L’omologazione resta il vero ostacolo

Anche ammesso che la tecnologia funzioni come dichiarato, trasformare una supercar in un veicolo capace di volare richiederebbe il rispetto di regole molto severe. Entrerebbero in gioco sia le autorità dell’aviazione, come FAA ed EASA, sia gli organismi incaricati della sicurezza stradale.

Ugelli ad alta pressione e decolli vicino a pedoni o altre vetture aprirebbero problemi rilevanti. Mancando oggi un quadro normativo definito per le automobili volanti civili, l’iter di approvazione appare lungo e incerto; resta inoltre da stabilire se conducente e passeggeri possano sopportare accelerazioni, manovre acrobatiche e balzi della durata ipotizzata.

Tesla ha già mostrato in passato prototipi e dimostrazioni spettacolari, come i robot umanoidi Optimus presentati all’evento “We, Robot” del 2024 mentre servivano bevande, ballavano e conversavano con i presenti. In seguito è emerso che erano controllati a distanza. Anche per la Roadster, dunque, il funzionamento reale e la possibile applicazione su strada restano ancora da dimostrare.

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