Roadster, il salto di Tesla: 0-100 in 0,8 secondi e una versione che vola
La sportiva elettrica è stata presentata dopo nove anni di rinvii, ma tra prestazioni estreme, prenotazioni e produzione nel 2028 restano ancora molti interrogativi.
La domanda più importante non riguarda i numeri promessi da Tesla, ma la possibilità che la nuova Roadster arrivi davvero nelle concessionarie. Dopo nove anni dall’annuncio della seconda generazione, la sportiva elettrica è stata mostrata nella notte italiana tra il 15 e il 16 ottobre 2026, alla presenza di Elon Musk, con dimostrazioni spettacolari e tre configurazioni differenti.
L’azienda indica il 2028 come anno d’avvio della produzione, mentre il listino definitivo e una parte rilevante dei dati tecnici non sono ancora disponibili. Nel frattempo sono già state aperte le prenotazioni, ma versare la somma richiesta non equivale a comprare un’auto pronta per la consegna.
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Prenotazioni aperte, ma il prezzo manca
Per la versione Performance destinata alla circolazione stradale, in Italia è previsto un primo pagamento di 5.000 euro con carta di credito, seguito da un bonifico di 45.000 euro. La configurazione Thrust, prodotta in quantità limitata e pensata per la pista, richiede invece 5.000 euro iniziali più altri 245.000 euro.
Queste cifre servono esclusivamente a bloccare la prenotazione. Tesla non ha ancora comunicato quanto costerà complessivamente la vettura, né ha definito in modo completo batteria, motori, peso, autonomia e prestazioni omologate. La variante Rocket, infine, può essere richiesta soltanto su invito e non è autorizzata a viaggiare sulle strade pubbliche.
La tabella delle versioni chiarisce la diversa destinazione dei modelli. Performance mantiene due posti, adotta un’aerodinamica attiva e un sistema di aspirazione a più modalità per aumentare la deportanza; Thrust conserva i due sedili e aggiunge propulsori a gas freddo posteriori, con l’obiettivo dichiarato di scattare da 0 a 100 km/h in meno di un secondo.
Rocket rinuncia invece al secondo posto e distribuisce i propulsori lungo il perimetro della carrozzeria. Il sistema dovrebbe favorire spostamenti in avanti e verso l’alto, oltre a movimenti rotazionali laterali: è la versione progettata per il volo, ma anche quella più lontana dall’utilizzo quotidiano.
Una supercar tra strada e volo
Sul piano estetico, la Roadster del 2026 si discosta nettamente dal prototipo presentato nel 2017. La carrozzeria è bassa, appuntita e molto più aggressiva; le proporzioni ricordano le supercar a cuneo degli anni Ottanta e segnano una netta rottura con lo stile più sobrio di altri modelli Tesla.
Durante la presentazione, l’azienda ha indicato uno scatto da 0 a 100 km/h in appena 0,8 secondi. Elon Musk ha inoltre parlato di una velocità massima fino a 0,5 Mach, pari a circa 615 km/h. Per entrambi i dati, però, mancano ancora conferme ottenute sulla vettura definitiva e spiegazioni dettagliate sulle condizioni necessarie per raggiungerli.
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La parte più sorprendente dell’evento è stata affidata alla collaborazione con SpaceX. Una Roadster ha affrontato una rampa verticale, è rimasta capovolta e poi è tornata al punto di partenza; in un’altra dimostrazione ha superato dall’alto una fila composta da cinque Tesla, completando l’atterraggio senza apparenti difficoltà.
A rendere possibili queste acrobazie sarebbe un apparato ausiliario alimentato da gas compresso. Secondo la descrizione fornita da Musk, il veicolo dispone di un serbatoio d’aria ricaricabile a bordo e di ugelli capaci di generare spinte aggiuntive. Resta tuttavia da capire se tali manovre saranno consentite, o anche solo replicabili, sulla vettura destinata alla produzione.
Le prove mostrate non chiariscono ancora i limiti operativi, i requisiti di sicurezza e le regole applicabili. La versione Rocket, in particolare, non è omologata per la viabilità ordinaria: lo spettacolo della presentazione, dunque, non coincide necessariamente con ciò che i futuri proprietari potranno fare su strada.
Nell’abitacolo comanda l’elettronica
L’interno segue la stessa impostazione radicale della carrozzeria. Le immagini mostrano due sedili sportivi con poggiatesta integrati, un ampio schermo centrale rivolto verso chi guida e un volante ispirato agli strumenti aeronautici, con piccoli pannelli visivi incorporati. Le portiere si aprono verso l’alto, secondo lo schema ad ala di gabbiano.
Tra le soluzioni tecniche annunciate c’è anche lo sterzo completamente elettronico, privo del tradizionale collegamento meccanico tra volante e ruote. Questa scelta lascia maggiore libertà nella disposizione dei componenti e nell’organizzazione dell’abitacolo, ma impone livelli molto elevati di affidabilità e una messa a punto precisa della risposta dello sterzo.
Musk ha presentato la Roadster come un modello destinato a restare a lungo nella gamma Tesla e come l’ultima automobile del marchio pensata per essere guidata direttamente da una persona. La dichiarazione colloca la sportiva in una posizione particolare, mentre il settore si orienta sempre di più verso assistenza alla guida e automazione.
Per ora, però, il progetto deve ancora superare la prova più concreta: trasformare una presentazione ricca di promesse in un’auto prodotta, omologata e consegnata. Il 2028 è la data indicata per l’avvio della fabbricazione, ma la lunga serie di rinvii iniziata dopo l’annuncio del 2017 invita ad attendere conferme più solide.
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