Riforma stradale, norme applicabili dal 1° gennaio 2028
Il decreto dovrà passare da pareri e decreti attuativi: previste date diverse per approvazione, vigore ed efficacia delle norme.
Il Consiglio dei ministri ha approvato in prima lettura la riforma del Codice della strada. L’applicazione completa delle nuove norme, però, potrebbe arrivare soltanto dal 1° gennaio 2028.
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Le date previste per la riforma
Il testo dovrà ora raccogliere i pareri del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata, attesi entro 30 giorni. Le Commissioni parlamentari competenti potranno esprimersi fino al 12 gennaio 2027: i loro rilievi saranno obbligatori da acquisire, ma non vincoleranno il Governo.
Qualora l’esecutivo decidesse di non recepire le osservazioni delle Camere, sarebbe tenuto a spiegare le ragioni della scelta e a inviare nuovamente il provvedimento al Parlamento. In quel caso si aprirebbe un ulteriore periodo di 20 giorni per nuovi pareri. L’approvazione conclusiva potrebbe arrivare entro il 13 marzo 2027, prima della firma del Presidente della Repubblica e della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Secondo l’articolo 289 dello schema, la riforma avrebbe efficacia formale dal 1° aprile 2027. Le disposizioni, tuttavia, diventerebbero applicabili dal 1° gennaio 2028, con la possibilità di un rinvio al 1° aprile dello stesso anno. Le scadenze restano provvisorie e dipenderanno dalla versione definitiva del decreto.
Multe e documenti digitali
Il progetto interviene sulle sanzioni, con importi collegati alla gravità della violazione. Per la velocità, la bozza indica 10 euro per ogni chilometro orario oltre il limite e 5 euro su determinate strade cittadine; i valori dovranno essere verificati nel testo conclusivo.
Anche le notifiche a distanza cambierebbero: il termine ordinario per contestare le infrazioni dovrebbe ridursi da 90 a 45 giorni. Gli automobilisti, inoltre, non sarebbero più tenuti a portare fisicamente patente e carta di circolazione, perché gli agenti potrebbero consultare i dati nelle banche nazionali.
Il provvedimento prevede una limitazione senza scadenza alla circolazione dei veicoli privi di assicurazione. Per i cicli a propulsione arriverebbero invece l’obbligo del casco e un contrassegno identificativo.
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Le misure per motociclisti
In caso di incidenti o code in autostrada, i motociclisti potrebbero utilizzare la corsia di emergenza. Il pacchetto dedicato alle due ruote comprende anche nuove barriere di protezione, pensate per ridurre i rischi in caso di caduta.
Sulle autostrade sarebbero richiesti paraschiena e guanti, mentre le targhe potrebbero essere personalizzate. Gli automobilisti dovrebbero inoltre agevolare il passaggio delle moto, secondo modalità che dovranno essere definite dalle disposizioni successive.
Il percorso previsto dalla legge delega
Il Governo non dovrà sottoporre ogni articolo a una nuova votazione parlamentare. La facoltà di riscrivere il Codice deriva infatti dalla legge 177 del 2024, modificata dalla legge 171 del 23 settembre 2026, che ha fissato i criteri generali dell’intervento.
L’esecutivo potrà quindi adottare uno o più decreti legislativi, ma dovrà rispettare i passaggi consultivi previsti. La legge 171 del 2026 ha portato a 22 mesi il periodo per esercitare la delega, aggiungendo una proroga automatica di 150 giorni collegata ai tempi dei pareri parlamentari.
L’approvazione del decreto non renderà comunque operative tutte le misure. Entro 90 giorni dalla decorrenza formale della riforma dovrà essere predisposto il regolamento applicativo del Codice, mentre altri atti tecnici dovranno essere emanati entro un anno dall’efficacia dell’ultimo decreto legislativo. Fino ad allora resteranno in vigore le regole attuali, salvo interventi legislativi separati.
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