Studio tedesco: meno incidenti gravi sulle strade a 30 km/h
Studio tedesco su 2.428 incidenti: meno sinistri, ma il limite rende meglio nei tratti più complessi
Il limite di 30 km/h ha ridotto gli incidenti urbani e, soprattutto, quelli con conseguenze più gravi. Secondo uno studio tedesco, però, la misura perde efficacia quando viene applicata indistintamente a tutte le strade.
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Dove il limite funziona meglio
L’analisi è stata realizzata dall’UDV, l’istituto di ricerca sugli incidenti delle compagnie assicurative tedesche. I ricercatori hanno confrontato i dati di strade e grandi incroci passati dai 50 ai 30 km/h con quelli di tratti vicini rimasti soggetti al limite ordinario.
Il campione comprende 2.428 incidenti con lesioni personali. Nei tratti interessati dalla riduzione, la velocità media rilevata dopo l’introduzione del nuovo limite è stata di 35,7 km/h, contro i 38,2 km/h registrati in precedenza. In alcuni casi, tuttavia, gli automobilisti hanno raggiunto punte di 47 km/h.
Nonostante la differenza contenuta nella velocità media, il numero complessivo degli incidenti è sceso di un sesto. La diminuzione più marcata ha riguardato i sinistri con feriti gravi o vittime, calati di oltre la metà. Il risultato è emerso soprattutto sulle strade a più corsie e nei tratti dove il traffico automobilistico convive con quello dei tram.
Più attenzione alla guida
A diminuire non sono stati soltanto gli investimenti di pedoni e ciclisti o gli scontri tra veicoli. Lo studio ha registrato una riduzione anche degli incidenti legati all’uso dello smartphone, alle precedenze e all’apertura delle portiere davanti ai ciclisti.
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Per Kirstin Zeidler, direttrice dell’UDV, il cartello dei 30 km/h sembra incidere sui comportamenti più che sulla velocità effettiva. "Un limite di 30 km/h su una strada principale, dove altrimenti è consentito andare a 50 km/h e in luoghi sensibili o complessi, non fa guidare molto più lentamente gli automobilisti ma fa sì che questi guidino con più attenzione", ha spiegato.
No al limite applicato ovunque
L’istituto mette quindi in guardia dall’estensione automatica dei 30 km/h all’intera rete urbana. Una successione continua di strade con lo stesso limite potrebbe rendere più difficile riconoscere i punti che richiedono davvero maggiore prudenza.
Zeidler ha indicato un’applicazione selettiva della misura: "Laddove la situazione del traffico lo richiede. In città e comuni sensibili e in luoghi complessi, il limite dei 30 km/h dovrebbe essere usato in modo mirato". L’alternanza con i 50 km/h, secondo la ricerca, aiuterebbe a mantenere più alta l’attenzione nei tratti considerati a maggiore rischio.
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