487notizie oggi Scopri i vantaggi
Motori 3 min di lettura17 ore fa

Hamilton conquista la prima pole Ferrari in Messico

Il britannico precede Russell e Leclerc dopo una qualifica decisa da gomme, aggiornamenti e condizioni d’altitudine

Lewis Hamilton partirà dalla prima posizione nel Gran Premio del Messico. Il britannico ha ottenuto la sua prima pole con Ferrari, davanti a George Russell e Charles Leclerc.

La gara si annuncia delicata già dalla partenza. Il lungo rettilineo verso curva 1 offrirà spazio alle scie, ma i piloti dovranno anche distribuire con attenzione l’energia della batteria tra il primo tratto e quello successivo.

Offerta del giorno1 novembre

Douglas

-30% su ordini da 129€ da Douglas

Scade tra 10 giorni
********


Il duello Mercedes in partenza

La Ferrari aveva mostrato nelle simulazioni del venerdì un ritmo più consistente sulla distanza rispetto alla Mercedes. Hamilton e Leclerc potranno quindi puntare a difendere il vantaggio iniziale, mentre Russell cercherà di sfruttare la posizione in prima fila.

Kimi Antonelli scatterà dalla seconda fila, ma la sua qualifica è stata condizionata dalla difficoltà nel portare gli pneumatici alla temperatura corretta. In Q3 l’italiano ha dovuto effettuare due tornate di preparazione e potrebbe risentire dell’instabilità all’ingresso delle curve lente, un comportamento già emerso sulla W17.


Verstappen lontano dalla prima fila

Max Verstappen partirà dalla terza fila, un risultato inferiore alle attese considerate le caratteristiche del circuito e le affinità teoriche con la Red Bull. La monoposto di Milton Keynes ha sofferto soprattutto lo scivolamento continuo, che ha complicato il controllo delle temperature delle gomme.

Accanto all’olandese ci sarà Lando Norris, con la sola McLaren riuscita a entrare in Q3. La MCL40 ha confermato una buona velocità, ma il britannico non è riuscito a ripetere con regolarità i tempi migliori mostrati in alcuni momenti della sessione.


Ferrari efficace sulle curve lente

Il risultato di Città del Messico ha confermato i progressi compiuti dalla SF-26 nei tratti a bassa velocità. Gli aggiornamenti introdotti ad Austin sembrano aver ampliato la fascia di funzionamento della vettura, migliorandone equilibrio e capacità di trazione.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Questa caratteristica ha un peso particolare sul circuito messicano: una monoposto più aderente scivola meno e limita il surriscaldamento degli pneumatici. Il miglioramento interviene su un’area che in precedenza aveva rappresentato una debolezza, soprattutto nel comportamento dell’asse posteriore.


Hamilton perfetto nel momento decisivo

La pole è arrivata grazie alla combinazione tra lavoro della squadra e ultimo tentativo del pilota. L’aria rarefatta dei 2.200 metri ha reso complesso generare carico e portare le gomme nella finestra corretta, ma Hamilton ha trovato il giro migliore quando la pista si stava raffreddando.

Leclerc era stato più continuo nel corso del fine settimana e sembrava candidato alla prima fila. Nell’ultimo tentativo, però, ha commesso un errore nel tratto a esse, proprio mentre l’evoluzione del tracciato rendeva decisivo ogni miglioramento. Hamilton, dopo una sbavatura in Q3 e un bloccaggio in Q2 che lo aveva costretto a utilizzare un set supplementare di pneumatici nuovi, ha completato il giro senza sbavature.


Il contributo dell’unità motrice

Il progetto 2026 ha aiutato la Ferrari anche sul fronte della propulsione. Il turbocompressore più compatto e la maggiore risposta ai bassi regimi hanno attenuato la perdita di coppia e potenza provocata dall’altitudine, soprattutto nelle ripartenze dalle curve lente.

La minore densità dell’aria ha inoltre ridotto la resistenza sui rettilinei, contenendo il consueto svantaggio in velocità di punta. Tra Hamilton e Russell ci sono stati appena 9 millesimi: una differenza così ridotta ha reso determinanti anche questi particolari.

Hamilton era arrivato alla qualifica dopo il problema all’unità motrice che lo aveva costretto a fermarsi nelle seconde prove libere. Già venerdì aveva comunque indicato un assetto competitivo, da perfezionare soltanto in alcuni dettagli.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere