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Motori 3 min di lettura6 ore fa

Red Bull, due vittorie ma nessuna tregua: Mekies frena l’euforia

Il responsabile della Red Bull celebra la crescita della squadra, ma avverte: senza nuovi aggiornamenti il confronto con gli avversari può cambiare rapidamente.

La doppietta ottenuta dalla Red Bull in sole 15 gare non modifica la mentalità della squadra: il traguardo è tornare stabilmente al vertice, senza lasciarsi condizionare dall’entusiasmo del momento. Laurent Mekies ha ribadito che ogni componente del gruppo contribuisce al risultato e che il successo resta l’unico riferimento del progetto.

«Vincere è l’unica cosa che ci muove», ha spiegato il responsabile della squadra, sottolineando anche il valore del lavoro collettivo. L’anno scorso il titolo mondiale è sfumato per due punti e, proprio per questo, la Red Bull vuole ricostruire un ciclo vincente con un approccio diretto e privo di alibi.


Hadjar, un fine settimana compromesso

Il bilancio non è stato positivo per Isack Hadjar, arrivato 10° al traguardo dopo essere stato costretto a scattare dalle retrovie. Un problema tecnico emerso in qualifica gli ha impedito di preparare al meglio la gara e ha condizionato l’intero fine settimana.

Nel box del pilota sono stati sostituiti diversi elementi fino all’ingresso in regime di parco chiuso. Le difficoltà hanno riguardato sia l’unità motrice sia il cambio, con i meccanici impegnati senza sosta durante l’ultimo appuntamento di una sequenza di tre gare, disputata peraltro con temperature elevate e forte umidità. Mekies ha definito quella parte del fine settimana «orribile» e ha riconosciuto che Hadjar non ha avuto l’opportunità di completare giri competitivi prima del Gran Premio.


Red Bull già proiettata al 2027

La squadra ha concluso il programma di aggiornamenti previsto per il 2026. Di conseguenza, l’assetto tecnico non dovrebbe ricevere altre novità nell’immediato, mentre il rendimento della concorrenza potrebbe cambiare se McLaren, Mercedes o gli altri rivali introdurranno nuovi sviluppi.

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La Red Bull ha quindi spostato il centro del lavoro sul 2027, sfruttando ciò che resta da comprendere nel 2026. Mekies considera prezioso anche il contributo di Max Verstappen: il pilota riesce a riconoscere con grande precisione ciò che limita la prestazione della vettura, anche se individuare il problema non significa automaticamente possedere già la soluzione. Secondo il responsabile, queste indicazioni orientano sia l’evoluzione del telaio sia quella del motore e rappresentano un aiuto rilevante per l’intera squadra.


La velocità non è ancora una certezza

Il ritorno al successo è maturato dopo una fase in cui Verstappen ha ritrovato il rendimento dei suoi periodi migliori. La prima affermazione stagionale è arrivata in Malesia, mentre a Singapore l’olandese ha dominato il confronto e ha conquistato per la prima volta la gara sul circuito di Marina Bay.

Le due vittorie consecutive confermano che, nelle ultime tre gare, la Red Bull ha mostrato un passo sufficiente per puntare al primo posto. Mekies ha però invitato alla prudenza: la competitività è emersa su tre tracciati differenti, un elemento che lascia sperare in buone prestazioni anche altrove, ma non offre garanzie. «Estrarre il massimo potenziale è una lotta ogni weekend di gara», ha detto, aggiungendo che la squadra potrà giocarsi il successo soltanto quando riuscirà a sfruttare pienamente il proprio pacchetto.

Il responsabile ha ricordato come gli equilibri siano cambiati rapidamente durante la stagione: McLaren ha alternato una striscia di due vittorie a successive difficoltà, mentre Mercedes è passata dal dominio a un momento più complicato. Anche la Red Bull, dunque, dovrà confermare pista dopo pista il valore mostrato nell’ultimo periodo.

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