Norris, la svolta non è il titolo: McLaren svela il vero segreto
Il lavoro avviato con la squadra ha trasformato le difficoltà iniziali in una crescita costante, rendendo il britannico più completo e competitivo.
Il risultato di Madrid non ha premiato Lando Norris, ma la sua prestazione ha confermato quanto il pilota McLaren sia oggi vicino alla versione migliore di sé. Alla base di questo rendimento non c’è soltanto il titolo mondiale conquistato nel 2025: la trasformazione è nata prima, attraverso un lavoro metodico con la squadra e una gestione più precisa delle sue esigenze di guida.
La crescita è iniziata nelle difficoltà
Andrea Stella ha individuato l’inizio della svolta nei primi mesi del 2025, quando Norris non riusciva ancora a esprimere tutto il potenziale della vettura. Il problema principale riguardava la sensibilità sull’avantreno della MCL39: il britannico faticava a percepire il comportamento delle ruote anteriori attraverso volante e mani.
La McLaren ha quindi rivisto la sospensione anteriore e avviato con il pilota un’analisi approfondita del comportamento della monoposto, dell’assetto e dello stile di guida. Da quel confronto è nato un sistema di lavoro più ordinato e completo, costruito coinvolgendo tutte le risorse disponibili intorno a Norris.
Stella, ricordando quanto accaduto nella gara di Zandvoort, ha spiegato: «Credo che Lando stia guidando a un livello da campione del mondo. La cosa che apprezzo di più è che continua a migliorare durante il suo percorso in Formula 1. All’inizio della stagione 2025 è scattato qualcosa, ma non si è trattato di un semplice clic: abbiamo cambiato il modo di lavorare con lui».
Il sabato racconta il salto di qualità
Uno dei segnali più evidenti del progresso di Norris arriva dalle qualifiche. Il pilota ha conquistato tre delle ultime quattro prime posizioni disponibili, ribaltando una situazione che all’inizio della stagione precedente sembrava rappresentare il suo principale limite.
La capacità di sfruttare al massimo la vettura sul giro secco è infatti migliorata in modo significativo. Stella ha sottolineato che proprio questo aspetto, un tempo motivo di preoccupazione, è stato superato grazie al percorso intrapreso dal pilota e dalla squadra.
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In gara, invece, la costanza di Norris non era mai stata messa seriamente in discussione. La sua sensibilità nella gestione degli pneumatici gli ha permesso, tra gli altri risultati, di vincere il Gran Premio d’Olanda interpretando meglio degli avversari il comportamento della mescola dura. Quando l’aderenza diminuisce e la vettura tende a scivolare, secondo il responsabile della squadra, Norris riesce a fare la differenza.
Il titolo ha accelerato il percorso
Il campionato del mondo ha certamente rafforzato la fiducia del pilota, ma Stella considera riduttivo attribuire proprio al titolo la causa della sua maturazione. Il successo è arrivato come una tappa importante e ha funzionato da acceleratore, mentre il cambiamento più profondo era già cominciato durante la stagione.
«Il titolo mondiale è stato un passaggio significativo, ma il percorso era già partito dopo la prima parte del 2025. La crescita continua conta più del risultato in sé: ogni fine settimana Lando si presenta più maturo e completo», ha dichiarato Stella.
Il metodo sviluppato con Norris viene ora applicato anche a Oscar Piastri. L’australiano, però, sembra incontrare maggiori difficoltà quando il livello di aderenza è basso, come accaduto in Messico e ad Austin nel 2025: in quelle situazioni deve modificare guida, ragionamento e aspettative, con un costo stimato in un paio di decimi al giro.
La differenza tra i due compagni nasce anche da questo adattamento mentale. Norris è riuscito a trasformare le difficoltà iniziali in uno strumento di crescita e ad adeguare il proprio stile alle nuove monoposto, pur considerandole poco adatte alle sue caratteristiche. Piastri dovrà provare a seguire una traiettoria simile per ridurre il divario e uscire più forte dal momento delicato.
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