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Motori 2 min di lettura1 ott

Ducati, il caso Bagnaia: provate anche le soluzioni impossibili

Forcada racconta i tentativi estremi della squadra per risolvere i problemi di Pecco, ancora a caccia di una vittoria in gara dopo Motegi 2025.

Il principale interrogativo attorno a Francesco Bagnaia non riguarda la velocità sul giro, ma la capacità di tornare a imporsi in una gara lunga prima del passaggio in Aprilia. Nel 2026 il pilota Ducati ha già conquistato una gara breve a Brno, mentre il successo in un Gran Premio gli manca dall’appuntamento di Motegi dello scorso anno.

A rendere più complesso il quadro è stato anche il fine settimana in Austria. Le Desmosedici sono apparse inferiori alle Aprilia e alla KTM di Pedro Acosta, mentre Brad Binder ha preceduto Bagnaia nella gara domenicale.


Ducati ha cercato ogni soluzione

Secondo Ramon Forcada, il gruppo di lavoro della squadra ufficiale Ducati ha affrontato il problema senza escludere alcuna strada. L’ex capotecnico, che ha lavorato anche con Jorge Lorenzo, ha raccolto queste informazioni parlando con alcuni tecnici presenti nel box della casa di Borgo Panigale.

Intervenuto al podcast Duralavida, Forcada ha sottolineato quanto sia difficile gestire una situazione nella quale il pilota non riesce a trovare il giusto feeling con la moto. «Hanno provato di tutto, anche cose che sembrano irrazionali, quelle che verrebbe da definire impossibili da far funzionare», ha raccontato, spiegando che ogni alternativa viene comunque sottoposta alla verifica del pilota.


Il problema resta difficile da isolare

Tra gli esperimenti citati dall’ex tecnico ci sono anche i dischi freno di grandi dimensioni già utilizzati nella stagione precedente. Secondo Forcada, interventi di questo tipo possono persino peggiorare il comportamento della moto, ma aiutano a capire se esista una direzione utile per risolvere le difficoltà segnalate da Bagnaia.

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Il tecnico ha aggiunto che, quando un pilota lamenta un malfunzionamento, non è semplice chiedergli di continuare a guidare senza modificare nulla. Anche una soluzione considerata poco promettente deve quindi essere provata: solo così il pilota può escluderla direttamente e la squadra può restringere il campo delle possibilità.


Motegi resta il riferimento

Il contrasto con il rendimento di un anno fa è evidente. A Motegi Bagnaia aveva dominato l’intero fine settimana, vincendo sia la gara breve sia il Gran Premio, mentre oggi quel doppio risultato rappresenta ancora il suo ultimo acuto nella prova principale.

Il pilota formato nell’academy VR46 ha comunque mostrato segnali di solidità in Austria, pur senza trovare il risultato atteso dalla Ducati. Il tempo a disposizione per invertire la tendenza si riduce: al termine del prossimo quadriennio Bagnaia sarà atteso da Aprilia, e prima di allora dovrà cercare un nuovo successo con la moto di Borgo Panigale.

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