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Motori 3 min di lettura1 ora fa

Mercedes, la sfida del fondo Ferrari: il test che può cambiare la W17

A Sepang la scuderia di Brackley porta un’evoluzione completa dopo mesi di lavoro: il risultato chiarirà quanto può ancora crescere il progetto.

Il nuovo pacchetto aerodinamico rappresenta per Mercedes un passaggio decisivo. Se gli interventi non produrranno un miglioramento significativo, la W17 potrebbe essere già vicina al limite del proprio progetto e il gruppo tecnico sarebbe spinto a valutare una filosofia diversa per il 2027. Al contrario, un salto prestazionale confermerebbe la validità del percorso intrapreso.

Le aspettative sono quindi elevate, anche perché la concorrenza ha costretto la squadra di Brackley a tornare a investire sulla vettura. Il lavoro non si è concentrato su una singola soluzione: fondo, carrozzeria, diffusore e parte posteriore sono stati progettati per funzionare come un insieme aerodinamico coordinato.


Un’evoluzione costruita in galleria

La pausa nello sviluppo in pista ha permesso ai tecnici di approfondire il comportamento della monoposto in galleria del vento. Mercedes aveva scelto di rinunciare per diversi mesi ad altri aggiornamenti dopo il Gran Premio del Canada, una decisione legata anche al vantaggio mostrato nella prima parte dell’anno e ai limiti di spesa imposti dal bilancio.

A Sepang debutta così una revisione ampia della W17, frutto di un percorso iniziato mesi fa. La vettura riceve modifiche nella parte inferiore, nella carrozzeria e nell’aerodinamica del retrotreno, con soluzioni che in alcuni casi seguono una direzione già esplorata da Ferrari sulla SF-26 e successivamente ripresa da McLaren.


Il fondo cambia la gestione dei flussi

L’intervento meno vistoso è anche quello potenzialmente più rilevante. All’ingresso dei canali del fondo compare una lamina disposta trasversalmente, collegata ai convogliatori: il suo compito è orientare l’aria verso il basso e verso l’esterno, riducendo l’influenza delle scie generate dagli pneumatici anteriori e sostenendo la produzione di carico.

La soluzione era stata introdotta da Ferrari nei test in Bahrain e poi sviluppata durante la stagione; McLaren l’aveva adottata a sua volta con il pacchetto portato in Ungheria. Mercedes ha inoltre rivisto il gruppo di profili orizzontali collocato accanto all’ingresso del fondo e ha aggiunto due elementi verticali, con l’obiettivo di mantenere il flusso più aderente nelle condizioni di maggiore difficoltà.

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Nella stessa area è cambiata anche la sagoma del bordo laterale. La modifica interviene sull’estrazione dell’aria dalla parte inferiore della monoposto e amplia, secondo il disegno tecnico del team, l’intervallo nel quale la vettura può lavorare in modo efficace, offrendo al pilota una risposta più prevedibile.


Pance ribassate e retrotreno rivisto

La trasformazione più facile da riconoscere riguarda le fiancate. La nuova carrozzeria scende verso il basso e accompagna l’aria dalla zona superiore fino alla parte posteriore; dietro, inoltre, le forme sono state ristrette per creare una sezione più affusolata, capace di richiamare aria dall’esterno e indirizzarla nei pressi del cambio.

Questa impostazione non coincide con quella scelta da McLaren a Baku. La squadra inglese aveva scavato la parte inferiore delle pance, mantenendo comunque un’inclinazione discendente, mentre Mercedes ha seguito una configurazione differente per alimentare il retrotreno.

Il resto dell’aerodinamica posteriore è stato adattato alla nuova distribuzione dei flussi. I bracci della sospensione sono ora protetti da carenature ridisegnate, il diffusore è stato aggiornato e davanti alle ruote posteriori sono stati modificati i soffiaggi del fondo, senza alterarne radicalmente l’architettura.

Anche vicino ai gruppi ruota compare una nuova serie di flap. Questi profili devono incrementare il carico nella zona e lavorare insieme al diffusore, favorendo l’espulsione dell’aria. I ritocchi nella parte finale del fondo servono inoltre a rendere più energici i flussi sotto la vettura e a limitare i vortici prodotti attorno al punto in cui gli pneumatici toccano l’asfalto.

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