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Motori 3 min di lettura2 ore fa

Multe velocità, la svolta può costare 450 euro: ecco chi rischia di più

Il progetto sostituisce le fasce fisse con importi legati a ogni chilometro oltre il limite, ma prevede anche rincari notturni e per chi recidiva.

Le sanzioni ridotte a pochi euro potrebbero non bastare a scoraggiare chi supera i limiti. È questa la principale obiezione sollevata da Giordano Biserni, presidente dell’ASAPS, secondo cui gli importi più bassi rischiano di perdere efficacia preventiva e di non coprire nemmeno le spese amministrative legate alla compilazione e alla notifica dei verbali.

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Rincari per notte e recidiva

Il progetto non si limita a ridisegnare le cifre di base. Per alcune violazioni commesse tra le 22 e le 7 sarebbe previsto un incremento di un terzo, misura che potrebbe riguardare anche determinati casi di eccesso di velocità.

Una maggiorazione distinta scatterebbe invece in presenza di recidiva entro cinque anni: in questa circostanza l’importo aumenterebbe del 10%. Anche il sistema di aggiornamento cambierebbe, perché l’adeguamento automatico verrebbe cancellato. Per modificare le somme servirebbero un’inflazione Istat superiore al 5% rispetto all’ultimo intervento e un apposito decreto ministeriale.


Il calcolo cambia completamente

L’ipotesi di riforma punta a eliminare gli attuali scaglioni. Oggi, infatti, il passaggio da una fascia all’altra può far salire la sanzione da un minimo di 42 euro a 173 euro, anche quando la differenza tra le infrazioni è contenuta.

Con il nuovo criterio, invece, il valore della multa crescerebbe progressivamente in funzione dei chilometri orari oltre il limite. Sulle strade urbane, per esempio, una velocità rilevata di 56 km/h in una zona con limite di 50 km/h porterebbe la sanzione minima a 5 euro, contro i 42 euro previsti oggi. Pagando entro cinque giorni, lo sconto del 30% ridurrebbe la cifra a 3,50 euro.


Quando la multa diventa più salata

L’effetto non sarebbe sempre favorevole all’automobilista. Su una strada extraurbana con limite di 90 km/h, uno sforamento sanzionabile di 20 km/h verrebbe valutato 200 euro, mentre l’attuale importo minimo è di 173 euro. Un chilometro in più farebbe salire la nuova sanzione a 210 euro.

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Anche in autostrada il confronto dipenderebbe dalla velocità. A 150 km/h, calcolati al netto della tolleranza su un limite di 130 km/h, la somma passerebbe da 173 a 200 euro. A 175 km/h, invece, il nuovo importo sarebbe di 450 euro, inferiore ai 543 euro oggi applicati.


Un solo chilometro può cambiare tutto

Gli esempi urbani mostrano quanto potrebbe pesare il criterio progressivo. Con limite fissato a 50 km/h, una rilevazione di 75 km/h, sottratta la tolleranza di 5 km/h, determinerebbe una sanzione di 100 euro. A 76 km/h rilevati, lo sforamento utile ai fini della multa diventerebbe di 21 km/h e l’importo salirebbe a 110 euro.

Lo stesso schema varrebbe con limite urbano di 70 km/h: 76 km/h rilevati porterebbero a 5 euro invece degli attuali 42, mentre 95 km/h verrebbero associati a 100 euro e 96 km/h a 110 euro. Fuori dai centri abitati, un solo chilometro oltre la soglia sanzionabile sarebbe invece indicato in 10 euro.


Punti patente e nuovo Codice

La modifica riguarderebbe anche la patente. Nel caso del limite di 50 km/h, i 75 km/h rilevati comporterebbero oggi 173 euro e la perdita di 3 punti; con il sistema ipotizzato, la somma scenderebbe a 100 euro senza decurtazione. A 76 km/h, però, oltre ai 110 euro scatterebbero 2 punti in meno.

Il progetto è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre e inserito nel nuovo Codice della strada. Le cifre restano quindi legate al meccanismo prospettato e agli esempi illustrati da Luigi Altamura, comandante della Polizia locale di Verona e referente Anci in Viabilità Italia: la riforma dovrà ancora completare il proprio iter prima di diventare operativa.

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