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MotoGP 2027, Pernat lancia l’allarme: “Così aumentano i rischi

Il manager genovese boccia la doppia qualifica e la presenza delle Sprint a ogni appuntamento: nel mirino soprattutto la sicurezza dei piloti

Il nuovo calendario della MotoGP rischia di trasformare i fine settimana di gara in una corsa contro il tempo, almeno secondo Carlo Pernat. Il dirigente genovese contesta l’idea di affiancare una seconda sessione di qualifiche alle già previste Sprint e Gran Premi, temendo un aumento degli incidenti e degli infortuni.

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Pernat teme un sabato troppo pericoloso

Dal 2027 il Motomondiale cambierà pelle: insieme alle nuove regole tecniche, ai motori rivisti e agli pneumatici Pirelli arriverà anche una diversa organizzazione delle giornate in pista. La Sprint resterà presente in ogni appuntamento e si aggiungerà una qualifica dedicata alla gara breve, mentre Q1 e Q2 continueranno a stabilire l’ordine di partenza del Gran Premio.

È proprio la durata delle sessioni a preoccupare Pernat. A suo giudizio, concentrare tutto in turni di appena 15 minuti aumenterebbe il rischio di situazioni caotiche, soprattutto sui circuiti dove un giro richiede circa due minuti. In caso di bandiera gialla o di un’interruzione, i piloti potrebbero avere a disposizione un solo tentativo utile per ottenere il tempo.


Le gare brevi finiscono nel mirino

Intervistato da FormulaPassion.it, Pernat ha espresso il suo giudizio con parole molto dure: “Per me hanno fatto una ca**ta”. La sua opposizione riguarda anche la scelta di conservare la Sprint in ogni fine settimana, mentre in Formula 1 dal 2027 le gare brevi saranno previste soltanto in 10 dei 24 Gran Premi.

Il manager considera già eccessivo il numero complessivo delle partenze attuali e ritiene che il nuovo assetto possa aggravare il problema. “Sarà la fiera delle ambulanze”, ha avvertito, collegando la maggiore frequenza delle gare alla possibilità di vedere ancora più piloti alle prese con conseguenze fisiche.

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Tre piloti ricevono il suo appoggio

Nella sua analisi Pernat ha riconosciuto il coraggio di Marc Marquez, Pedro Acosta e Francesco Bagnaia, indicandoli come i soli piloti ad aver mostrato una reazione davvero contrariata davanti alle novità. A suo parere, la loro posizione critica è condivisibile proprio perché mette al centro la tutela di chi corre.

Secondo il dirigente, una soluzione con sole 10 Sprint avrebbe potuto essere presa in considerazione, pur restando complessa da gestire. La formula scelta per il 2027, invece, viene giudicata troppo esposta agli imprevisti e potenzialmente pericolosa.


Nel mirino anche la nuova proprietà

Pernat attribuisce la direzione presa dalla MotoGP alla nuova proprietà, che a suo avviso starebbe privilegiando l’intrattenimento rispetto alle esigenze sportive. Sessioni molto brevi, possibili incidenti, tempi cancellati dalle bandiere gialle e piloti costretti a inseguire un unico giro veloce potrebbero alimentare tensioni e discussioni.

“È tutto pazzesco ed è un pericolo per la sicurezza”, ha concluso il manager, sostenendo che ogni episodio spettacolare rischi di diventare parte dello spettacolo ricercato dagli organizzatori. Per Pernat, dunque, la riforma non rappresenta soltanto un cambiamento regolamentare, ma un possibile passo indietro sul piano della sicurezza.

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