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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Moto tuttofare, il vero bivio è qui: esperto o principiante

La scelta tra monocilindrica e bicilindrica dipende soprattutto dall’esperienza del pilota e dal tipo di percorso che vuole affrontare.

Il dubbio tra monocilindrica e bicilindrica accompagna chi sogna viaggi avventurosi tra asfalto e sterrato. Prima ancora di confrontare cilindrate, potenze e prezzi, però, conviene chiedersi quanto conta l’esperienza di chi guiderà: la stessa moto può essere perfetta per un pilota esperto e impegnativa per chi è alle prime uscite.

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Prima viene il pilota

Un motociclista navigato può trovare nella propria moto ideale anche una bicilindrica di grossa cilindrata o una monocilindrica di grandi dimensioni. Con pneumatici adatti, entrambe consentono di partire da casa, affrontare un itinerario misto e rientrare con una buona dose di soddisfazione.

Nei passaggi più movimentati possono arrivare anche derapate e impennate, sempre prestando attenzione agli altri frequentatori dei percorsi. Per chi invece vuole divertirsi senza trasformare ogni tratto difficile in una prova estenuante, soprattutto durante escursioni e motocavalcate, la scelta delle cilindrate contenute appare più sensata.


Il peso riapre la partita

Anche la KTM 690 Rally alimenta il confronto tra le due architetture. Il progetto ha elementi interessanti: il motore monocilindrico, una massa relativamente contenuta e una base tecnica collaudata, derivata dalla 690 Enduro presente da anni sul mercato.

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I numeri, tuttavia, riducono in parte la distanza dalle bicilindriche più recenti. Con il serbatoio pieno arriva a 180 kg e dispone di 79 cavalli; inoltre, il carburante lascia comunque una zavorra significativa nella parte posteriore. Il prezzo, vicino ai 14.000 euro, è un ulteriore aspetto da valutare.


Le piccole sorprendono davvero

Per chi muove i primi passi, il consiglio è guardare a modelli come Honda CRF 300 L, Honda CRF 300 Rally e Suzuki DR-Z 4S. Non si tratta necessariamente delle 450, ma di mezzi più accessibili e capaci di cavarsela meglio del previsto quando il fondo diventa complicato.

Queste moto, spesso liquidate come semplici “frullini”, mantengono anche una dignitosa efficacia nei trasferimenti stradali. I prezzi di partenza indicati sono rispettivamente 5.790 euro per le Honda e 7.990 euro per la Suzuki: non sono mezzi capaci di fare proprio tutto, ma si avvicinano molto a quell’obiettivo.

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