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Motori 3 min di lettura15 ott

Moto in autostrada, la protezione cambia: cosa rischiano piloti e passeggeri

La riforma potrebbe imporre guanti e paraschiena anche a chi viaggia in tangenziale, ma restano da stabilire gli standard tecnici e le regole per gli imprevisti

I numeri degli incidenti mostrano quanto siano esposti motociclisti e passeggeri: nel 2025 sulle strade italiane hanno perso la vita 802 motociclisti e 56 ciclomotoristi. Proprio per contenere la gravità dei traumi, la riforma del Codice della strada potrebbe affiancare al casco l’obbligo di proteggere mani e schiena nei percorsi a maggiore velocità.

La misura interesserebbe chi guida e chi viaggia sul sedile posteriore, ma non è ancora operativa in ogni dettaglio. Prima servirà un provvedimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, chiamato a indicare quali caratteristiche dovranno avere guanti e paraschiena.

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Protezioni decisive prima dell’urto

Secondo i dati ACI-Istat, l’indice di mortalità per gli utenti delle due ruote raggiunge 1,6 decessi ogni 100 incidenti: un valore pari a 2,5 volte quello registrato per le automobili. Nel complesso, sulle autostrade si sono contate 258 vittime, mentre la rete extraurbana ha segnato il dato più elevato, con 1.401 morti.

Anche le ricerche sugli equipaggiamenti indicano una differenza concreta. Lo studio STEP, realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità con la Polizia Stradale su 2.910 utilizzatori di moto e scooter, ha rilevato lesioni alla colonna vertebrale nel 13,8% degli incidenti più gravi tra chi indossava un paraschiena ad alta efficacia, rigido o con airbag. Tra chi ne era privo, la quota saliva al 18,1%.

Per le mani, una rielaborazione dello studio MAIDS curata dall’ACEM attribuisce ai guanti pesanti una riduzione delle lesioni del 95%, mentre quelli di livello medio arrivano al 93%. La protezione, quindi, dovrebbe essere indossata prima della caduta: dopo l’impatto non può più ridurre il danno.


Obbligo possibile sulle strade più veloci

La norma allo studio riguarderebbe le autostrade e le strade extraurbane principali, comprese tangenziali e raccordi. L’obiettivo è limitare le conseguenze di scivolate e collisioni ad alta velocità, quando schiena e arti superiori risultano particolarmente vulnerabili.

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Sarebbero invece fuori dal campo di applicazione i veicoli a tre o quattro ruote dotati di carrozzeria chiusa oppure di una cellula di sicurezza progettata per resistere agli urti. Se il passeggero salisse senza l’equipaggiamento richiesto, la responsabilità potrebbe ricadere anche sul conducente.


Il nodo delle regole tecniche

Il testo non chiarisce ancora quale livello di efficacia dovrà garantire il paraschiena né quali requisiti dovranno rispettare i guanti. Questi aspetti saranno definiti successivamente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, rendendo impossibile stabilire oggi quali prodotti saranno considerati conformi.

Resta irrisolta anche una situazione molto concreta: il motociclista che parta senza prevedere l’ingresso in autostrada e vi finisca a causa di una deviazione. La disciplina non indica ancora come comportarsi in questi casi, uno dei dubbi più frequenti tra gli utenti delle due ruote.


In Europa le regole sono già diverse

Alcuni Paesi hanno anticipato l’Italia. In Francia i guanti con omologazione CE sono obbligatori dal 2016 per chi viaggia su qualsiasi veicolo a due ruote motorizzato; la violazione comporta una sanzione e la perdita di punti sulla patente.

In Spagna l’obbligo dei guanti sulle strade extraurbane entrerà in vigore il 1° ottobre 2026. Il Belgio applica invece una disciplina più ampia, che richiede, oltre al casco e ai guanti, una giacca a maniche lunghe, pantaloni lunghi e calzature capaci di coprire le caviglie.

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