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Bici e monopattini: perché il 2025 preoccupa

Il nuovo quadro ACI-Istat mostra più decessi tra ciclisti e utenti dei monopattini, mentre il totale delle vittime sulle strade italiane diminuisce rispetto al 2024.

La mobilità dolce presenta il dato più critico dell’aggiornamento ACI-Istat sugli incidenti del 2025: a fronte di una riduzione complessiva dei morti sulle strade, le vittime tra ciclisti e utilizzatori di monopattini sono aumentate. I decessi su biciclette tradizionali sono cresciuti del 20%, quelli sulle biciclette elettriche del 50% e quelli legati ai monopattini dell’8,7%.

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La mobilità dolce resta sotto pressione

Nel corso dell’anno hanno perso la vita 228 ciclisti, il 23,2% in più rispetto al 2024. Il dato comprende 198 persone decedute mentre utilizzavano una bicicletta tradizionale e 30 su una bicicletta elettrica. Anche i monopattini registrano un bilancio in salita: conducenti e passeggeri morti sono stati 25, contro un dato precedente più contenuto.

In controtendenza rispetto a queste categorie, i pedoni deceduti sono stati 419, con una diminuzione del 10,9%. La provincia di Roma ha contato il numero più elevato di vittime tra i pedoni, 48, pur segnando un calo del 26,2% sul 2024; seguono Milano con 18, Torino con 16 e Napoli con 15.


Meno morti, ma ancora troppi feriti

Il quadro nazionale comprende 177.207 incidenti con lesioni, contro i 173.364 del 2024: l’incremento è del 2,2%. Le persone ferite sono state 237.822, il 1,7% in più rispetto alle 233.853 dell’anno precedente, mentre i decessi sono scesi a 2.868, dai 3.030 del 2024, con una riduzione del 5,3%.

La media giornaliera è pari a 485 sinistri con feriti, 7,9 morti e 652 persone ferite. Il confronto con il 2019, ultimo anno prima della pandemia, indica una diminuzione del 9,6% delle vittime e dell’1,5% dei feriti, ma anche un aumento del 2,9% degli incidenti. Il percorso verso il dimezzamento di morti e feriti gravi entro il 2030 richiede quindi ulteriori progressi.

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Province con risultati opposti

Rispetto al 2019, sette province hanno già raggiunto il taglio del 50% delle vittime: Prato, Fermo, Crotone, Vercelli, Vibo Valentia, Isernia e Siena. In 57 delle 107 province considerate i decessi sono diminuiti, mentre sono aumentati in 41 e non hanno registrato variazioni in 9.

I cali più consistenti in valore assoluto sono stati rilevati a Treviso, con 29 morti in meno, Perugia, con 26, e Napoli, con 20. La situazione opposta riguarda Torino, salita di 17 vittime, Macerata, con 14 in più, e Catania, che ne ha contate 10 in più. La Sicilia è la regione con la crescita maggiore rispetto al 2019, pari a 33 decessi aggiuntivi; a Palermo l’incremento è di 20.


Dove gli incidenti risultano più gravi

Prato, Fermo, Milano, Monza e Brianza, Genova, Imperia, Rimini e Varese presentano un indice di mortalità inferiore a 10 morti ogni 1.000 incidenti. All’estremo opposto, in 12 province il valore supera il doppio della media nazionale, fissata a 16,2.

Le criticità più marcate emergono a Nuoro, con un indice di 52,8, nel Sud Sardegna, con 51,7, e a Benevento, con 50,2. Per quanto riguarda le biciclette, Roma è ancora prima per numero di ciclisti morti, 14 contro i 3 del 2024, davanti a Modena con 9 e Latina con 8. Tra i 25 decessi collegati ai monopattini, tre si sono verificati ciascuno a Roma e Torino; Milano, Caltanissetta e Messina ne hanno registrati due per provincia.

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