Motegi riapre una ferita a Bagnaia: «Quelle sensazioni non tornano
Il pilota Ducati arriva in Giappone dopo i segnali incoraggianti dell’Austria, ma fissa un traguardo prudente sulla pista del doppio successo 2025.
Il ricordo del dominio dello scorso anno non basta a Pecco Bagnaia per presentarsi a Motegi con certezze. Il pilota Ducati ha ritrovato qualche segnale positivo in Austria, dove ha chiuso settimo dopo una serie di appuntamenti complicati, ma ammette di non riuscire ancora a guidare con la stessa naturalezza mostrata in Giappone nel 2025.
La pista nipponica gli evoca ricordi particolarmente positivi: dodici mesi fa Bagnaia si impose sia nella gara breve sia nella corsa della domenica. Oggi, però, il nuovo asfalto e il comportamento degli pneumatici rappresentano variabili da comprendere prima di poter fissare obiettivi più ambiziosi.
Il ricordo di Motegi pesa ancora
Bagnaia ha descritto con entusiasmo il fine settimana della passata stagione, quando sentiva di poter sfruttare completamente il proprio stile di guida. «Guidavo al 100% e guidavo a modo mio. Come Frank Sinatra», ha raccontato ripensando a quelle giornate.
Ripetere quella prestazione, tuttavia, non appare semplice. Il piemontese spiega che da circa due stagioni la squadra lavora per ritrovare quel livello, senza essere ancora riuscita a recuperarlo pienamente: per questo il precedente successo non viene considerato una garanzia.
Ducati cerca aderenza e ritmo
A Motegi il primo compito sarà interpretare il nuovo manto della pista e verificare se potrà attenuare i problemi di aderenza emersi nelle gare precedenti. Le numerose frenate del circuito potrebbero ridurre il divario, perché proprio la capacità di rallentare la moto resta uno dei punti forti di Bagnaia.
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Il pilota ha indicato nelle prime sette posizioni il traguardo più realistico, lasciando aperta la possibilità di qualcosa in più soltanto se l’adattamento all’asfalto sarà rapido. «Ogni stagione è diversa, quindi non ho aspettative per quest’anno», ha detto, aggiungendo di voler mantenere un atteggiamento fiducioso ma concreto.
Anche i dati dei collaudi successivi alla gara austriaca non hanno fornito indicazioni definitive. Secondo Bagnaia, finché non verranno utilizzate le moto e le gomme effettivamente impiegate nel fine settimana, sarà difficile trarre conclusioni attendibili; inoltre, in pista erano presenti anche mezzi da 1000 centimetri cubici.
Il giudizio sulla crescita di Bulega
Nel confronto tecnico con le altre case, Bagnaia riconosce progressi importanti alla concorrenza, in particolare a KTM dopo Aragon. Ducati, invece, non riesce più a esprimere tutto il potenziale mostrato lo scorso anno e due stagioni fa, una difficoltà che rende meno scontato parlare di circuiti tradizionalmente favorevoli alla casa italiana.
Il campione Ducati ha poi commentato il titolo conquistato da Nicolò Bulega. A suo giudizio, la rinascita del pilota è maturata grazie al lavoro personale, al sostegno della fidanzata e all’appoggio della squadra Aruba, guidata da Serafino e dal resto del gruppo. «Penso che Nicolò sia maturato abbastanza per fare bene anche in MotoGP», ha aggiunto, distinguendo comunque i tempi e le pressioni della classe regina da quelli della Superbike.
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