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Motori 3 min di lettura1 ott

Viñales torna in MotoGP, ma il futuro è un rebus: «Non ho finito

Dopo più di due mesi di stop, il pilota spagnolo rientra a Motegi e rilancia le ambizioni, mentre per il 2027 non esclude ancora nessuno scenario

Il rientro di Maverick Viñales arriva dopo un’assenza di oltre due mesi e in un momento ancora pieno di interrogativi. Il pilota spagnolo sarà al via del Gran Premio di Motegi con KTM, dopo aver saltato Silverstone, Aragon, Misano e Austria ed essere stato sostituito da Pol Espargarò.

La spalla ha richiesto una riabilitazione lunga e non priva di difficoltà. Ora, però, Viñales sostiene di essere in crescita e guarda al ritorno in pista con l’obiettivo di recuperare rapidamente la condizione migliore.


La spalla è migliorata, ma manca il ritmo

Il problema principale riguardava l’extrarotazione, soprattutto per la perdita di forza, oltre ai danni al tendine infraspinato. Il pilota ha spiegato che alcuni trattamenti, comprese le infiltrazioni di PRP, hanno favorito la rigenerazione e prodotto risultati significativi.

«Sto bene e sto facendo molti progressi», ha raccontato Viñales parlando del recupero. La fase di riabilitazione aveva attraversato anche una battuta d’arresto, ma negli ultimi tempi il percorso è ripartito; resta comunque da verificare l’effetto di quasi tre mesi lontano da una MotoGP, visto che in Austria aveva completato soltanto pochi giri durante un test.


Viñales non chiude la porta al futuro

L’assenza di una sella per il 2027 non ha ancora spinto lo spagnolo a considerare conclusa la carriera. Viñales non sa se le prossime saranno le sue ultime gare, ma ritiene di avere ancora obiettivi da raggiungere nella categoria regina.

«Non credo di aver finito il mio lavoro qui», ha detto, spiegando di voler tornare al massimo livello e lasciarsi alle spalle i mesi complicati. L’estate trascorsa a Roses con le figlie gli ha permesso di vivere per la prima volta dopo anni due mesi consecutivi a casa, anche se quel periodo è stato reso possibile dall’infortunio.


Il test KTM ha riaperto una possibilità

A sorprendere Viñales è stata anche la convocazione di KTM per il test in Austria, dove ha provato la moto destinata alla stagione successiva. Il pilota ha ammesso di essere arrivato a pensare che non avrebbe più corso nel 2025 e di non riuscire a trovare una spiegazione lineare agli eventi degli ultimi quattro o cinque mesi.

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L’ipotesi del ritiro, tuttavia, non sembra vicina. Dopo aver guidato una R1, Viñales ha raccontato di essere andato molto forte, un elemento che conferma la voglia di competere ancora.


La Superbike non lo convince

Un passaggio in Superbike non appare una soluzione concreta. Viñales riconosce il valore del campionato, ma considera la MotoGP il punto più alto possibile per un pilota, sia per il livello tecnico sia per le sensazioni offerte dalle moto.

Secondo lo spagnolo, una R1 o una Panigale possono garantire emozioni intense, ma non replicano ciò che si prova su una MotoGP. Per questo, anche davanti a un futuro incerto, la Superbike non rappresenta al momento l’alternativa verso cui indirizzarsi.


Per il 2027 gli spazi sono ridotti

L’idea di restare disponibile come sostituto in caso di infortuni è una delle poche strade ancora aperte. Viñales ha spiegato che durante l’inverno esistevano opportunità interessanti, mentre a luglio le selle rimaste libere erano ormai poche e i progetti disponibili non lo convincevano.

La firma con KTM è arrivata anche per questa ragione: era l’opzione concreta rimasta sul tavolo. Quando poi il rapporto si è interrotto, il pilota si è ritrovato nuovamente senza un percorso definito. A Motegi proverà dunque a ripartire dalla pista, lasciando che siano prestazioni e condizioni fisiche a influenzare le prossime decisioni.

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