Motegi, il doppio abbraccio di Alex Marquez costa due LLP
La caduta alla curva 3 ha messo fuori gioco anche Di Giannantonio e Acosta: il pilota Gresini partirà con due penalità nella gara di domenica.
Fabio Di Giannantonio è uscito dolorante, ma con il sorriso, dall’incidente che ha chiuso dopo poche curve la Sprint di Motegi. Il pilota del team Gresini Alex Marquez, protagonista dell’errore alla curva 3, ha infatti coinvolto nella caduta anche il romano e Pedro Acosta, rimediando una doppia penalità Long Lap per la gara successiva.
Diggia acciaccato ma ancora ironico
Il colpo più duro lo ha ricevuto Di Giannantonio, finito nella ghiaia dopo un impatto nella zona lombare. Gli esami svolti subito dopo l’episodio non hanno evidenziato lesioni, anche se il pilota ha raccontato di avere avuto difficoltà a respirare e di sentire ancora dolore.
Parlando a Sky, il romano ha ridimensionato la tensione con una battuta sul rapporto con Marquez: «L’anno scorso in Qatar mi ha dato un bacino, in Thailandia quest’anno mi voleva abbracciare, oggi invece mi ha proprio abbracciato». Di Giannantonio ha comunque spiegato che la Direzione Gara ha preso una decisione comprensibile e che lui intende accettarla.
La partenza aveva lasciato immaginare un esito molto diverso. Diggia aveva affrontato bene la prima curva e lavorato per preservare la gomma, convinto di avere una buona occasione nel corso della gara, poi interrotta quasi immediatamente dal contatto.
Marquez riconosce l’errore
Alex Marquez non ha cercato attenuanti e ha riconosciuto di aver sbagliato la valutazione del sorpasso al primo giro. Il pilota spagnolo ha indicato soprattutto il coinvolgimento degli altri due concorrenti come l’aspetto più difficile da accettare, definendo l’episodio una giornata da cui imparare.
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La conseguenza sportiva è arrivata con due penalità Long Lap da scontare domenica. «Accetto completamente la sanzione, perché è meritata», ha detto Marquez, pronto a ripartire nonostante il fine settimana si sia complicato dopo appena poche curve.
Per Acosta e Di Giannantonio, invece, la Sprint si è conclusa senza la possibilità di verificare il ritmo e la gestione degli pneumatici. Il pilota romano ha aggiunto che, dopo i controlli, l’obiettivo resta presentarsi al via e provare a correre regolarmente.
Pneumatici, resta il dubbio per domenica
L’incidente potrebbe riaprire anche il tema della scelta tecnica per la gara principale. Di Giannantonio non ha mai provato la soluzione con struttura dura e mescola morbida e, considerando le difficoltà già incontrate con quella gomma, non appare orientato a sceglierla.
Il consumo anomalo dello pneumatico, secondo il pilota, dipende soprattutto dalle temperature. Il fenomeno può comparire in frenata, ma anche sui rettilinei quando il dispositivo di abbassamento resta attivo a lungo: in quelle condizioni la gomma subisce un carico elevato e tende a scaldarsi maggiormente.
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