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Motori 2 min di lettura11 ott

Mondiale a -2: Tardozzi indica il vero allarme per Ducati

Il responsabile della squadra italiana resta fiducioso nella corsa al titolo, ma ammette che l’Aprilia ha mostrato a Mandalika una forza superiore alle attese.

Il distacco in classifica è minimo, appena 2 punti, e restano ancora 185 lunghezze da assegnare. Tuttavia, Davide Tardozzi individua nella crescita dell’Aprilia il principale motivo di preoccupazione per Ducati dopo il Gran Premio d’Indonesia, dove quattro moto della casa di Noale hanno occupato le prime quattro posizioni.


Il vantaggio Aprilia preoccupa Ducati

Il risultato di Mandalika ha confermato la competitività dell’Aprilia e, secondo Tardozzi, ha evidenziato una superiorità più netta di quanto la squadra si aspettasse. Il responsabile Ducati, intervistato da Sky, ha comunque sottolineato che il piazzamento resta positivo per la sua formazione.

«Se guardiamo il risultato puro, per noi è un successo. Rimane il problema vero, cioè che l’Aprilia ha dimostrato di essere superiore, ma speravamo un po’ meno», ha spiegato. Il prossimo appuntamento di Phillip Island potrebbe però accentuare le qualità delle moto di Noale, soprattutto nei curvoni da affrontare con il massimo angolo di piega.


Marquez resta vicino alla vetta

La situazione iridata consente alla Ducati di guardare avanti con fiducia: Marc Marquez è a soli 2 punti dal leader Jorge Martin e il calendario mette ancora in palio 185 punti. Per Tardozzi, una prestazione solida in Australia sarebbe un segnale importante sulla possibilità di gestire la fase decisiva del campionato.

Il dirigente italiano ha anche previsto che Aprilia possa ricorrere a indicazioni interne qualora la sfida per il titolo dovesse coinvolgere più suoi piloti. A suo giudizio, ogni costruttore ha il diritto di chiedere ai propri rappresentanti di agire nell’interesse della squadra, soprattutto quando il confronto è con un’altra casa.

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Sviluppo Ducati, la replica alle accuse

Tardozzi ha respinto con decisione l’idea che la Desmosedici sia stata costruita seguendo soltanto le esigenze di Marquez. «Non è assolutamente vero che Marquez si sia fatto la moto per lui, questi sono discorsi da bar», ha affermato, ricordando che i piloti ufficiali possono contare su soluzioni tecniche differenti.

Pecco Bagnaia, per esempio, ha utilizzato una carena diversa da quella del compagno e per un lungo periodo ha adottato un’aerodinamica distinta nella zona del forcellone. Anche Fabio Di Giannantonio e Alex dispongono della possibilità di scegliere tra componenti e configurazioni, in base alle proprie necessità. La filosofia Ducati, ha ribadito Tardozzi, non consiste quindi nel preparare la moto per un solo pilota.


Aldeguer verso lo stop in Australia

Sul fronte degli infortuni, il pollice della mano destra di Fermin Aldeguer dovrà essere operato martedì a Barcellona. Le tempistiche rendono improbabile la sua presenza a Phillip Island.

L’assenza del pilota si aggiunge così alle questioni tecniche e sportive che Ducati dovrà affrontare nel prossimo fine settimana, quando la lotta mondiale entrerà in una fase ancora più delicata.

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