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Motori 2 min di lettura2 ore fa

Miccichè, conto da 42mila euro per l’auto blu: cosa è emerso

La Corte dei Conti ha riconosciuto un danno alle casse dell’Assemblea siciliana per l’impiego della vettura di servizio in attività estranee al ruolo istituzionale

La vicenda dell’auto di servizio utilizzata da Gianfranco Miccichè si chiude, per ora, con un nuovo esborso a suo carico. La Corte dei Conti ha stabilito che l’ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana dovrà versare 31.103 euro, mentre altri 11.660 euro saranno pagati insieme all’autista Maurizio Messina per il danno provocato all’istituzione.


Il danno contestato dalla Corte

La somma si aggiunge a una precedente pronuncia per danno d’immagine. Miccichè e Messina dovranno inoltre rimborsare 1.669 euro di spese legali. La sentenza è stata depositata e porta la firma della presidente Anna Luisa Carra, con i magistrati Francesco Antonino Cancilla e Salvatore Grasso.

Secondo quanto ricostruito dai giudici contabili, la vettura sarebbe stata impiegata con continuità tra Palermo e Cefalù per necessità personali dell’esponente politico. A bordo sarebbero stati trasportati familiari, collaboratori della segreteria, piante, medicinali e prodotti alimentari, trasformando di fatto il mezzo istituzionale in un veicolo destinato alla quotidianità privata.


Dalla spesa al veterinario

Tra gli episodi indicati figurano anche commissioni per fare la spesa, il trasferimento del gatto dal veterinario e l’acquisto di cocaina. Per la Corte, l’utilizzo di una risorsa pubblica in circostanze simili non presenta alcun legame con le funzioni dell’Assemblea regionale siciliana.

Nella motivazione, i magistrati hanno descritto il comportamento come una deviazione particolarmente evidente di beni pubblici verso scopi privati e illeciti. La decisione sottolinea inoltre che l’eventuale rilevanza amministrativa dell’acquisto per uso personale, anche nei casi in cui non si configuri un reato, non elimina il carattere abusivo dell’impiego dell’auto, dell’attività dell’autista e dei costi collegati.

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Un altro procedimento in arrivo

L’auto blu, generalmente assegnata con conducente a rappresentanti delle istituzioni e ad altri funzionari per gli spostamenti legati al servizio, sarebbe stata quindi utilizzata al di fuori della sua finalità. È questo il punto centrale della contestazione contabile, che ha quantificato il pregiudizio economico prodotto dall’uso privato del mezzo.

Miccichè, esponente di Forza Italia fin dalla fondazione del partito nel 1994, è stato deputato alla Camera nelle legislature XII, XIII, XIV, XV e XVI. Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi di governo durante i quattro esecutivi guidati da Silvio Berlusconi e nel governo Letta, oltre ad avere ricoperto il ruolo di deputato regionale.

La vicenda non si esaurirà tuttavia davanti alla magistratura contabile. È previsto anche un processo penale nel quale l’ex presidente dell’Ars dovrà difendersi dalle accuse di peculato e truffa.

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