McLaren, il vero limite ad Austin: Norris e Piastri chiedono più ritmo
Il quinto posto di Norris e il settimo di Piastri non nascondono le difficoltà della squadra, frenata soprattutto dalla mancanza di velocità pura e dal degrado degli pneumatici.
Il risultato finale ha portato entrambe le McLaren in zona punti, ma il fine settimana di Austin ha lasciato più interrogativi che certezze. Gli aggiornamenti introdotti per il Gran Premio degli Stati Uniti non hanno garantito il salto di prestazioni atteso e sia Lando Norris sia Oscar Piastri hanno indicato nello scarso ritmo il principale limite della vettura.
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La velocità resta il nodo McLaren
Norris ha chiuso quinto dopo essere scattato dall’ottava posizione, mentre Piastri ha conservato il settimo posto ottenuto in griglia. La squadra di Woking ha così raccolto punti, senza però riuscire a trasformare il nuovo pacchetto tecnico in un vantaggio concreto né sul giro secco né sulla distanza di gara.
Il degrado delle gomme ha complicato soprattutto la parte conclusiva della corsa. La mescola dura ha offerto una risposta positiva, ma la McLaren non ha trovato con continuità la finestra ideale di funzionamento. Per Norris, il problema è stato ancora più evidente in qualifica e nella gestione complessiva del comportamento della monoposto, aree che il team considera prioritarie in vista dei prossimi appuntamenti.
Norris rimonta, ma perde il podio
Partito con pneumatici medi, Norris si è fermato al 16° giro per montare le dure e puntare su una sola sosta. Prima del pit stop ha messo sotto pressione George Russell: il pilota Mercedes è finito fuori pista nel tentativo di difendersi e ha ricevuto una penalità di 5 secondi. Quando i piloti davanti sono rientrati ai box, l’inglese della McLaren è salito temporaneamente fino alla seconda posizione.
La gomma, però, ha perso efficacia nel secondo tratto di gara e Norris non ha potuto difendere un piazzamento sul podio. «Ci manca ancora la velocità pura necessaria per lottare nelle posizioni di vertice», ha osservato il campione del mondo in carica, giudicando comunque positiva la propria prova e ritenendo il quinto posto il massimo ottenibile nelle condizioni incontrate ad Austin.
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Piastri difende la posizione
Piastri ha effettuato la sosta prima del compagno e ha concluso la gara nella stessa posizione dalla quale era partito. Anche per l’australiano la strategia è cambiata in corsa: l’ipotesi iniziale di due soste è stata abbandonata a favore di un unico passaggio ai box, scelta resa possibile dal comportamento della mescola dura.
Nella fase finale il pilota McLaren ha respinto per 20 giri gli attacchi di Russell, mantenendosi davanti alla Mercedes. «Semplicemente non avevamo il passo necessario», ha spiegato Piastri, sottolineando che partenza, cambio gomme e gestione tattica hanno funzionato, mentre è mancato il ritmo per guadagnare terreno.
Il Messico sarà un nuovo esame
La squadra analizzerà i dati raccolti in Texas prima del successivo appuntamento. Piastri ha evidenziato che il circuito messicano potrebbe accentuare le difficoltà, perché il basso livello di aderenza si unirà alle condizioni di alta quota.
McLaren punta quindi a comprendere meglio il comportamento della vettura e a sfruttare quanto appreso ad Austin. L’obiettivo dichiarato è aumentare sia la velocità sul giro sia il rendimento nella gestione della gara, così da rendere più efficace il lavoro degli aggiornamenti nelle prossime corse.
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