Russell, 6 giri da applausi e 50 da dimenticare: il crollo di Austin
Il pilota Mercedes chiude ottavo, staccato di 54 secondi da Antonelli, e ammette di non aver mai trovato un ritmo competitivo nel Gran Premio
George Russell ha vissuto ad Austin una domenica da comprimario, mentre Andrea Kimi Antonelli conquistava una delle prestazioni più brillanti della sua giovane carriera. Il britannico della Mercedes è arrivato ottavo, con un distacco di 54 secondi dal compagno di squadra, dopo essere partito dalla settima posizione.
Il risultato conferma le difficoltà di una stagione in cui Russell, nonostante tre vittorie già ottenute, è stato spesso battuto da Antonelli nel confronto interno. Tra inconvenienti tecnici, episodi sfortunati e prestazioni poco favorevoli sul giro secco, l’inglese non è riuscito a esprimere con continuità la velocità che in passato gli era stata riconosciuta da tutto il paddock.
Douglas
-20% su tanti prodotti da Douglas
Il ritmo è sparito dopo pochi giri
A fine gara Russell ha riconosciuto senza attenuanti i limiti mostrati dalla sua Mercedes. La penalità ricevuta, a suo giudizio, ha inciso meno di altri problemi emersi durante il fine settimana, soprattutto nella gestione del passo di gara.
“Sei giri buoni e 50 pessimi”, ha sintetizzato il pilota, spiegando di aver raggiunto il ritmo di Kimi soltanto per un breve tratto dopo il pit stop. La situazione è peggiorata quando si è ritrovato alle spalle di Oscar: non è riuscito a superarlo e ha perso ulteriore terreno. Ora Russell vuole capire perché il rendimento del primo stint sia stato così basso.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Russell guarda già al titolo a squadre
Il momento complicato non sembra aver spostato le sue priorità. Pur desiderando chiudere davanti agli altri piloti nella classifica individuale, Russell considera il campionato costruttori l’obiettivo davvero decisivo per Mercedes.
“Per me la cosa più importante è il titolo costruttori”, ha affermato nelle dichiarazioni successive al Gran Premio. Il britannico ha aggiunto che il secondo, il terzo o il quinto posto nel mondiale piloti non rappresentano un titolo: per questo, al momento, la sua posizione personale conta meno del risultato complessivo della squadra.
Il fine settimana texano lascia quindi ad Antonelli i riflettori e a Russell il compito di reagire. La Mercedes ha mostrato di poter essere competitiva, ma ad Austin il rendimento dei due piloti è stato molto distante.
Continua a leggere
Austin, il podio sfuma in curva 1: la rabbia di Hadjar
Il francese della Red Bull è scivolato dal terzo al sesto posto dopo una partenza negativa, mentre Verstappen ha chiuso sul podio davanti a lui.
Audi, Hülkenberg resta fuori dai punti: l’errore che pesa ad Austin
Il tedesco chiude ancora undicesimo dopo una partenza complicata, mentre Bortoleto rimonta dal fondo fino al 13° posto nel GP degli Stati Uniti.
Lawson risponde in pista: Racing Bulls ancora a punti ad Austin
Il neozelandese chiude nono e centra la terza top 10 di fila, mentre Lindblad termina dodicesimo dopo una gara condizionata dal difficile avvio
McLaren, il vero limite ad Austin: Norris e Piastri chiedono più ritmo
Il quinto posto di Norris e il settimo di Piastri non nascondono le difficoltà della squadra, frenata soprattutto dalla mancanza di velocità pura e dal degrado degli pneumatici.